Comunali Trento. Carli tra i grandi sconfitti, exploit di Silvia Zanetti, alla sua prima con Si Può Fare!

Nessun vento può essere favorevole se non sai in che porto sei diretto.” Aveva esordito così, citando il filosofo latino Seneca, prima di presentare la lista dei candidati di Rinascimento Trento, Agire per il Trentino e Unione dei Democratici Cristiani in appoggio alla sua candidatura come Sindaco di Trento. Il vento però, non è stato per nulla favorevole a Marcello Carli, la cui coalizione è stata surclassata dagli avversari fermandosi (al momento in cui si scrive) di poco sopra il 5%.

Sebbene i risultati siano ancora ufficiosi è evidente come Marcello Carli sia uno dei grandi sconfitti di queste Elezioni Comunali, l’elettorato trentino sembra aver deciso di non accordargli la propria fiducia nonostante la promessa di una Trento più inclusiva, più vicina a famiglie e studenti e maggiormente attrattiva da un punto di vista turistico.

Senza andare a comparare il risultato di Carli con quello di Franco Ianeselli ed Andrea Merler, che già in partenza sembravano molto più attrezzati, diventa interessante analizzare il suo risultato con quello di Silvia Zanetti che, pur godendo di budget e sostegno inferiori, è riuscita a portare a casa dei risultati molto simili a quelli del, ben più esperto, avversario.

Se si pensa che Marcello Carli si era presentato ai nastri di partenza sostenuto da ben 3 liste (Rinascimento Trento, Agire per il Trentino e Unione dei Democratici Cristiani), si ha una percezione più accurata del suo flop elettorale. Silvia Zanetti, per esempio, sostenuta dalla sola lista ufficiale “SI PUO’ FARE”, ed il supporto di Primon, Grisenti e Agnoli, è riuscita nell’impresa di ottenere più di 1000 preferenze, fermandosi (con quasi metà delle sezioni ancora da scrutinare) a poco meno di 400 voti da Carli.

Nonostante il supporto di “colossi” della politica trentina come Claudio Cia (supporto che avrebbe tanto giovato ad un centrodestra unito), Marcello Carli ha “dilapidato” il capitale umano a sua disposizione al contrario della Zanetti, brava a fare di necessità virtù e a mostrarsi competitiva, soprattutto utilizzando magistralmente i social e tutte le carte a sua disposizione per mettere in pratica il motto in cui tanto crede; “la politica che ascolta”, con una campagna elettore che, accerchiata da un team giovane e ambizioso, l’hanno lanciata per tutta la durata del suo percorso elettorale. Siamo sicuri che, ora, ne vedremo delle belle.