Lavoro, Sbarra: (Cisl)- Lieve segnale positivo, ma ancora milioni le persone in Cig

“Il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate per l’emergenza sanitaria in soli cinque mesi, tra aprile e agosto, sfiora i 3 miliardi, un dato incomparabilmente superiore al passato e non raggiunto neanche negli anni 2009-2014, quelli della grande crisi, quando l’utilizzo massiccio di cassa integrazione superava di poco il miliardo di ore l’anno”.

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Lo afferma Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl commentando i dati diffusi oggi dall’Inps. “Nel mese di agosto – aggiunge – si registra un calo del 38% rispetto alle ore autorizzate a luglio, riduzione da verificare nelle prossime settimane e mesi, che potrebbe attribuirsi alla ripresa di parte delle attività, ma anche essere ascrivibile ad altri fattori, come l’utilizzo delle ferie in alternativa alla cig, o l’attesa da parte delle aziende del decreto agosto”. “In ogni caso – sottolinea Sbarra – sono ancora milioni i lavoratori in cassa integrazione, molti in via continuativa dall’inizio dell’emergenza. Donne e uomini che subiscono una forte decurtazione di reddito, che vivono nell’incertezza e subiscono ancora ritardi inaccettabili e insostenibili nei tempi di pagamento”. “L’annunciata riforma degli ammortizzatori sociali – evidenzia ancora il sindacalista – dovrà intervenire sulla semplificazione delle procedure, per consentire autorizzazioni e erogazioni in tempi ragionevoli. Si tratta poi di superare la cassa in deroga, che è stato il vero collo di bottiglia di questi mesi e di condurre le piccole e piccolissime aziende per le quali è stata necessaria dentro il sistema ordinario, tenendo conto delle diverse esigenze e delle specifiche capacità contributive. Andrà tenuto conto della positiva esperienza dei Fondi bilaterali, che anche nei mesi dell’emergenza Covid, hanno dato buona prova di efficienza e gestione condivisa delle crisi”. “Una svolta strutturale deve arrivare sul versante di politiche attive ben collegate agli ammortizzatori passivi per contrastare l’obsolescenza delle competenze, consentire la riqualificazione professionale, accompagnare i lavoratori verso nuovi posti di lavoro. In questo, il Fondo Nuove Competenze e le risorse del Fondo Sure dell’Europa possono dare un contributo davvero importante, anche se non rappresentano gli unici riferimenti su cui impostare percorsi di cambiamento , miglioramento , riorganizzazione del sistema di protezione sociale . Si continui parallelamente a rafforzare i centri per l’impiego e gli strumenti di politica attiva già introdotti ma mai decollati, a partire dall’assegno di ricollocazione per i percettori di Naspi”.

“Al Governo abbiamo chiesto di riportare il lavoro agile nel solco della contrattazione e di stabilire insieme linee fondamentali per difendere diritti e rilanciare protezione sociale e produttività di sistema. La ministra Catalfo ha aperto ad una impostazione che valorizza il ruolo delle relazioni industriali: un passo positivo e importante a cui auspichiamo corrispondano subito atti concreti”. Lo ha detto Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl, in occasione dell’incontro odierno con il governo sul lavoro agile. “Lo smart working – ha aggiunto – se ben implementato è un’ottima occasione per rilanciare efficienza d’impresa, benessere del lavoratore, sostenibilità ambientale. Opportunità che però, sia nel privato che nel pubblico, non possono essere colte da una legge indifferenziata che impone soglie massime o deroghe che permettono alle imprese di operare unilateralmente. In vista della fine del regime di emergenza, prevista il 15 ottobre, dobbiamo arrivare a un’intesa concertata tra Governo, Sindacato e Imprese per stabilire saldi affidamenti reciproci da attuare nei luoghi di lavoro attraverso la contrattazione nazionale, aziendale e territoriale. Linee che riguardano, tra l’altro, la difesa del salario, chiari limiti sull’orario massimo di lavoro, il riconoscimento dei diritti sindacali e di quelli fondamentali alla privacy e alla disconnessione. Le aziende devono investire sul diritto soggettivo alla formazione e assicurare la fornitura dei dispositivi tecnologici necessari. È infine indispensabile estendere allo smart working la disciplina su salute e sicurezza e tenere fermo il principio di adesione volontaria al lavoro agile da parte dei lavoratori. E’ su queste tematiche che si gioca il futuro di questa modalità di lavoro, ed è su questo che chiamiamo il Governo e le rappresentanze datoriali ad assumere impegni coerenti”, ha concluso Sbarra.