L’Europa boccia la linea italiana: niente ricollocamento obbligatorio dei migranti

Non ci sarà il trasferimento obbligatorio dei migranti nel “Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo”, adottato oggi dalla Commissione europea. Esce sostanzialmente sconfitto il Governo Conte II, che invece aveva richiesto un ricollocamento degli sbarcati verso gli altri Paesi dell’Unione Europea.

La strategia dell’Unione si baserebbe su tre principali linee guida: una “procedura di frontiera integrata”, con uno screening pre-ingresso che chiarisca l’identità delle persone che attraversano le frontiere europee senza autorizzazione o sbarcate dopo un’operazione di salvataggio, con conseguente controllo sanitario e di sicurezza aumentando la velocità decisionale sugli eventuali rimpatri; una richiesta di “solidarietà” tra tutti gli Stati membri, chiedendo di mettersi a disposizione per l’accoglienza nei periodi di principale stress; una “partnership” con Paesi extra-UE che aiuteranno ad affrontare il problema del traffico di migranti.

Il sostegno, dunque, sarà sempre su base volontaria, coinvolgendo la “solidarietà” e addirittura Paesi non appartenenti all’Unione Europea ma non ci sarà alcun ricollocamento obbligatorio. Se non si attivasse il “meccanismo di solidarietà”, dunque, potrebbe tranquillamente verificarsi la possibilità di centinaia di migranti fermi in Italia dopo il primo sbarco. L’Unione Europea però assicura che dal 1° gennaio 2021 entrerà in vigore il Corpo permanente della Guardia di Frontiera e Costiera europea, per dirigere tutte le operazioni.

“Non basta cancellare il termine Dublino per correggere le iniquità del sistema europeo comune di asilo”. Ad affermarlo, con rammarico e delusione, l’On. Pietro Bartolo, medico per vent’anni a Lampedusa prima di essere eletto europarlamentare, nel 2019. “La Commissione ha perso un’occasione importante di riforma sostanziale del sistema piegandosi alle pressioni di quei governi che da sempre rifiutano la solidarietà come strumento di gestione del fenomeno migratorio. Anziché prevedere un sistema solidale e giusto, in grado di rafforzare il diritto di asilo e garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali dei richiedenti, ha presentato un pacchetto che riflette l’ossessione degli Stati membri per i rimpatri.Le responsabilità rimangono quasi interamente dei Paesi di primo ingresso con l’introduzione di procedure accelerate di frontiera che mettono a rischio l’effettivo accesso alla protezione internazionale. Solo un sistema basato sul ricollocamento automatico e obbligatorio può costituire uno strumento efficace di gestione dell’asilo in Europa. Il patto ha disatteso le nostre aspettative, ignorando la posizione già espressa dal Parlamento, ma ora cominciamo a lavorare e mettere sul tavolo soluzioni che siano umane, sostenibili ed efficaci”.

1 commento

Comments are closed.