Sicor di Rovereto: il parere di Alex Marini (M5S) e Paolo Ghezzi (Futura)

e la Provincia potrà fare la sua parte anche "accompagnando" l'azienda nel suo percorso di rilancio e di innovazione.

Pubblichiamo le due lettere arrivate al giornale in tema di lavoro, in seguito alla decisione dell’azienda SICOR di Rovereto di disdettare il contratto nazionale siglato con la parte sindacale.

MARINI: UNA SCELTA UNILATERALE

Con scelta unilaterale la dirigenza della ditta Sicor di Rovereto ha annunciato ai sindacati la disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici. Si tratta di una decisione che appare arrogante e incomprensibile, se non alla luce della volontà di far saltare il banco nella convinzione di poter fare qualsiasi cosa senza ripercussioni, tanto più che essa è susseguente alla disdetta, anch’essa unilaterale da parte dell’impresa, degli accordi aziendali interni.

Ricordiamo che la Provincia Autonoma di Trento a suo tempo (2010-2013) cedette a Sicor lo stabile da 20.100 metri quadri di superficie che l’azienda attualmente occupa e ciò avvenne a prezzo di favore, tanto è vero che all’epoca l’amministratore delegato del gruppo definì l’intervento della controllata provinciale Trentino Sviluppo come “senza dubbio determinante” per l’insediamento a Rovereto. A distanza di qualche anno l’azienda ha cambiato proprietà e a quanto pare anche filosofia ma i benefici ricevuti restano, così come rimane l’obbligo per l’ente pubblico di intervenire a sanare una situazione per la quale appare molto difficile trovare una spiegazione economica, visto e considerato che fatturato e utili dell’azienda sono sempre risultati positivi in questi anni.

A fronte del comportamento messo in atto dalla dirigenza della Sicor e dei riflessi che esso sta già iniziando ad avere su tutto il sistema economico/sociale trentino è necessario e urgente che l’incontro chiesto dai sindacati con tutto il Consiglio provinciale possa svolgere quanto prima all’insegna del massimo coinvolgimento.

Alla luce dei fatti il M5S trentino sostiene le ragioni dei lavoratori, rigettando in pieno i comportamenti messi in atto dall’azienda che a buona ragione possono solo essere definiti come “pirateschi”.

Alex Marini Consigliere Gruppo Misto

GHEZZI: LA POLITICA SI ATTIVI IMMEDIATAMENTE

Esprimiamo innanzitutto piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Sicor e ci diciamo seriamente preoccupati per la situazione grave che si è andata via via creando all’interno dell’azienda.
La decisione di ieri dei dirigenti della Sicor di recedere dal contratto nazionale dei metalmeccanici porta all’acuirsi di tensioni che, soprattutto in questo momento, sono assolutamente da evitare.
Condividiamo inoltre la dura presa di posizione di pochi giorni fa del sindaco Francesco Valduga e dei sindacati per la totale assenza di dialogo della dirigenza dell’azienda con le parti sociali e con le istituzioni della città e della provincia.
Chiediamo a Fugatti e Spinelli di muoversi immediatamente per portare la dirigenza della Sicor a un tavolo di confronto urgente e attivare un percorso di concertazione per tutelare lavoratrici e lavoratori.

Paolo Ghezzi Capogruppo consiliare FUTURA

LA RISPOSTA DELLA PROVINCIA: INTERMEDIAZIONE E PRESENZA CON LA DITTA

Nuovi contatti sono stati avviati in queste ore dall’assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro, assieme al suo staff dirigenziale, con i vertici della Sicor di Rovereto, le rappresentanze sindacali e Confindustria Trento, per esplorare i margini di una possibile ricomposizione della vertenza che ha portato alla disdetta unilaterale del contratto collettivo da parte dell’azienda.

In mattinata l’assessore ha anche ricevuto le rappresentanze sindacali di Cgil e Cisl, che hanno manifestato davanti alla sede di piazza Dante. L’impegno della Provincia è agevolare la ricerca di una soluzione nell’interesse ad un tempo dell’azienda, che opera soprattutto sui mercato internazionali, e dei circa 170 lavoratori attualmente impiegati. Ciò anche attraverso la composizione di un tavolo al quale le parti possano confrontarsi con la mediazione dell’assessorato.
Come sottolineato dall’assessore, anche a fronte della disponibilità manifestata dall’azienda ad effettuare nuovi investimenti, deve essere chiaro l’obiettivo finale a cui tendere, una crescita che vada a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti e non da ultimo del territorio. Anche perché, è stato ricordato, la legislazione provinciale “premia”, con una riduzione Irap, le aziende che operano in Trentino, a condizione che dal 2020 non disapplichino contratti collettivi nazionali o non li applichino con condizioni peggiorative. Al contempo, se a seguito di nuovi colloqui vi saranno i chiarimenti sperati, la Provincia potrà fare la sua parte anche “accompagnando” l’azienda nel suo percorso di rilancio e di innovazione.