Ora Di Maio si accorge che i tunisini non scappano da nessuna guerra

“In Tunisia non scappano da nessuna guerra o persecuzione, i tunisini non hanno nessun diritto a venire in Italia. Per questo motivo stiamo lavorando per aumentare i rimpatri che ad oggi si attestano a circa 80 persone a settimana. Bisogna ribadire che chi arriva viene rimpatriato per farlo comprendere agli scafisti”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in visita in Sicilia per la campagna elettorale per le comunali, annunciando di volersi occupare dei tunisini. Eppure, in questo 2020 ne sono entrati in Italia già 9.792.

“Torno alla carica con i tunisini. – ha dichiarato il titolare della Farnesina – Siamo sempre stati un Paese accogliente e continueremo ad esserlo, ma i tunisini non hanno alcun diritto di venire in Italia perché non fuggono da guerre e persecuzioni”. Un ulteriore tassello, questo, per Di Maio. Che si va ad aggiungere alla precedente visita, insieme alla titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, a Tunisi.

O forse una parziale ammissione di colpa del “fallimento” proprio di quegli accordi (finanziati da Roma) che avevano come obiettivo proprio quello di fermare gli sbarchi provenienti in primis dalla Tunisia. E che ad oggi non hanno arrestato alcuna emorragia, se non quella dei voti persi proprio dal M5S.

Qui l’approfondimento ed il reportage sulla situazione dei migranti in Italia, ma non solo, tra numeri e confronti, ma anche riflessioni su un fenomeno che dura da un decennio.