Trento. A causa della positività dell’ex Assessore alla Salute del PD finisce in autoisolamento la capogruppo della Lega in Provincia

Non finisce la polemica inerente la positività al Covid-19 del Consigliere provinciale ed ex Assessore alla Salute, Luca Zeni, che nella giornata di ieri era presente in uno studio televisivo assieme alla Capogruppo della Lega in Consiglio provinciale a Trento, Mara Dalzocchio. A farne le spese proprio quest’ultima che da stamane è in attesa del tampone e del suo risultato e ha deciso di non sottoporre i suoi colleghi alla stessa situazione da lei vissuta nella giornata di ieri quando dopo la trasmissione televisiva è venuta a conoscenza della positività dell’ex Assessore alla Salute che in attesa del risultato aveva deciso di partecipare – la legge del resto non prevede un obbligo se non quello di buonsenso – al dibattito televisivo.

La trasmissione andata in onda nella giornata di ieri

La prima giornata della seduta dell’assemblea legislativa in aula si è quindi aperta stamane con una breve discussione sul caso della positività al Covid-19 emersa ieri pomeriggio del consigliere provinciale Zeni. A una domanda rivolta al Presidente dell’Aula dal capogruppo di Futura Paolo Ghezzi in merito alla possibilità condivisa dal Consiglio di effettuare sedute parzialmente in videoconferenza nel caso in cui un componente dell’Assemblea legislativa risulti positivo, Kaswalder ha risposto che la conferenza dei capigruppo da lui convocata ieri alle 16.30, vale a dire non appena avuta la notizia riguardante Luca Zeni, ha deciso, sentito anche il responsabile dell’Apss dott. Ferro, ieri di procedere con la seduta in presenza di oggi mantenendo le distanze e indossando tutti la mascherina.

Inoltre l’Aula in cui si riunisce il Consiglio provinciale, che appartiene alla Regione, non è attrezzata per poter effettuare collegamenti da remoto. Lucia Coppola (Futura) ha osservato che su questo tema il Consiglio provinciale “non deve dare dimostrazioni di incoscienza“. “Non capisco – ha aggiunto – perché non si adottino misure adeguate in una situazione che oggi non è più quella del giugno scorso. Occorre dimostrare che le cose qui dentro si fanno bene e in sicurezza“.

La Consigliera ha poi invitato i capigruppo ad occuparsi seriamente della questione in vista delle prossime sedute. Il Presidente Kaswalder ha ricordato che il Consiglio ha sempre affrontato il problema delle misure anti-Covid adottate in aula e in tutte le sedute con la massima serietà, riuscendo così ad evitare i contagi. Sul tema è intervenuta anche la capogruppo del PD Sara Ferrari, sottolineando che il Trentino non è l’ultimo dei territori in Italia in termini di competenze tecnologiche, invitando il Presidente del Consiglio regionale ad attrezzare l’Aula perché si possa lavorare da remoto.

Claudio Cia, di Agire, ha giudicato poco generoso accusare il Presidente del Consiglio di scarsa serietà e rigore dopo che ad esprimersi su questa seduta sono stati i capigruppo ieri pomeriggio. Anche Roberto Paccher della Lega, Presidente del Consiglio regionale, ha espresso fiducia nel presidente del Consiglio provinciale e ha osservato che proprio perché siamo di fronte a un’emergenza non si può prevedere tutto, ma non è neanche vero che l’Assemblea legislativa fosse impreparata. “Se di questo caso di positività avessimo saputo prima e non all’ultimo momento come ieri pomeriggio, il Consiglio si sarebbe svolto a distanza e non in quest’Aula“.

Per attrezzare l’Aula alle videoconferenze, ha concluso, sarebbero necessari interventi strutturali che richiedono tempi più lunghi. Luca Guglielmi, della lista locale Fassa, ha rivolto gli auguri al collega Zeni richiamandolo però al fatto che non si può partecipare a una trasmissione televisiva dopo aver fatto un tampone senza ancora conoscerne l’esito. “Ai consiglieri provinciali sono richiesti comportamenti responsabili“, ha concluso.