Covid19. Oltre 300 le violazioni in bar e ristoranti

Nelle scorse ore è scattata la stretta, promossa dal Governo attraverso il nuovo Dpcm, su bar e ristoranti con misure atte a limitare la nuova espansione del Covid-19 e l’aumento dei contagi sul suolo italiano. 

Nello specifico il nuovo provvedimento, oltre ad imporre la chiusura alle ore 24 per ristoranti e bar, ha disposto come dalle 21 in poi non sia più consentito consumare bevande in piedi e sostare (per limitare gli assembramenti) davanti ai locali. 

Se a molti queste nuove norme sono sembrate esageratamente dure, il Governo sembra avere le sue ragioni soprattutto in relazione ai risultati pervenuti in merito alle operazioni di controllo effettuate dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute

I controlli, svolti da 38 nuclei dei Nas nel periodo dal 5 all’11 ottobre, hanno evidenziato come in molti locali, soprattutto ad orari notturni, venissero violate le norme atte a prevenire un nuovo aumento dei contagi. Nello specifico su 1.898 ispezioni, condotte tra ristoranti, pizzerie, pub e bar, sono state riscontrate ben 351 violazioni. 

Come riporta ANSA, la più comune è stata sicuramente quella relativa all’utilizzo delle mascherine che ha interessato il 43% delle segnalazioni totali.  

Nello specifico poi, il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, commentando i dati ha aggiunto: “Ulteriori violazioni hanno interessato nel 9% la distanza insufficiente fra tavoli, nel 9% il mancato distanziamento sociale tra le persone, nell’8% l’assenza di prodotti igienizzanti all’interno o all’ingresso dei locali nonché l’omessa attuazione delle corrette e periodiche procedure di pulizia e sanificazione degli ambienti (3%). Ulteriori inosservanze, pari al 15%, hanno riguardato altri obblighi previsti sia da normative nazionali che regionali e locali, oggetto di autonome ordinanze, relative ad esempio alla segnaletica orizzontale sui percorsi da seguire, omessa registrazione avventori e la misurazione della temperatura corporea. Sono state oggetto di controllo anche le fasi di preparazione, detenzione e vendita di alimenti con contestazione di 30 sanzioni penali e 310 amministrative per violazioni alle norme igienico-sanitarie che hanno altresì determinato il sequestro di kg. 4.077 di alimenti irregolari, per un valore di 59.000 euro, e la chiusura/sospensione dell’attività di 49 locali / strutture.”