“Possibile lockdown a Natale”

Conte
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Non è un’ipotesi remota e a confermarlo anche il Virologo dell’Università di Padova Andrea Cisanti a Studio 24 su Rai News:“Credo che un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose: si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing. Così come siamo il sistema è saturo”. Del resto simili esperienze sono già avvenute nel Regno Unito in occasione delle recenti vacanze scolastiche, ma anche in Israele in occasione delle festività ebraiche. Il primo caso – in cui si era decisa una simile soluzione – era avvenuto a fine gennaio in Cina in occasione delle festività del Capodanno cinese.

“I mezzi affollati sono una situazione che favorisce il contagio. Una cosa che si potrebbe fare è obbligare i passeggeri a indossare mascherine chirurgiche e vietare l’ingresso con mascherine fai da te. Avrebbe più effetto che discutere se diminuire la capienza”, osserva il virologo a proposito del dibattito in corso sui trasporti.

Il vero problema, per Crisanti, ”è l’impostazione per cui le misure vengono prese per inseguire il virus e non per anticiparlo. È vero che non c’è un manuale per affrontare la pandemia ma dalla prima ondata avremmo dovuto imparare molte cose”.

Una soluzione, quella di adottare un lockdown a partire dal 20 dicembre, del resto a basso rischio economico se non per il settore turistico che proprio in questo periodo dell’anno gode di prenotazioni fin da settembre, ma doveroso per azzerare la situazione dei contagi. A riguardo l’ipotesi, che sta sempre più prendendo piede nel Regno Unito, è quella degli interruttori, ovvero prevedere dei piccoli lockdown totali dalla durata di massimo 14-21 giorni al fine di rallentare la progressione del virus che a oggi sembra inarrestabile e che non accennerà a placarsi in occasione di un inverno che si preannuncia freddo.