Conte lascia il vertice UE per andare al funerale di Jole Santelli. All’Italia ci pensa la Germania

Giuseppe Conte, secondo quanto riportano diverse agenzie, avrebbe già lasciato il vertice dell’Unione Europea per consentirgli di partecipare ai funerali di Jole Santelli, la Presidente della Calabria prematuramente scomparsa nella giornata di ieri.

A quell’evento dovrebbe seguire anche la partecipazione – posticipata date le distanze geografiche – al Limes Festival, con un intervento che si terrà a Genova alle ore 20.00. Una giornata ricca di appuntamenti, quindi, per il Presidente del Consiglio che ha dovuto orientare la sua agenda a seconda delle possibilità.

Tuttavia, il tavolo dei negoziati europei di questo vertice sembravano abbastanza importanti: in primo luogo la situazione epidemiologica, ma anche le relazioni col Regno Unito, la gestione dei cambiamenti climatici e gli affari esteri comunitari, con un’importante focus sulle relazioni con l’Africa.

Per questo fa abbastanza specie sapere – come riporta su Twitter Maria Tadeo, reporter per Bloomberg dall’Europa – che Conte ha abbandonato il vertice, delegando a fare gli interessi dell’Italia Angela Merkel. La Cancelliera tedesca, che ricopre temporaneamente anche il ruolo di Presidente del Consiglio dell’Unione Europea, si siederà così al tavolo delle trattative impersonando sia la Germania che l’Italia.

La pratica di delegare altri capi di Governo non è inusuale: basti pensare che la premier finlandese Sanna Marin ha lasciato il vertice per mettersi in isolamento, essendo venuta in contatto con un parlamentare positivo, chiedendo al premier svedese Lofven di sostituirla. Tuttavia sembra abbastanza evidente che gli interessi dei Paesi scandinavi per quanto riguarda i temi trattati siano abbastanza simili e una delega di questo tipo potrebbe persino risultare organica.

Diverso è invece delegare alla Germania il ruolo di trattare per l’Italia, non perché la Merkel non sia affidabile, ma perché le trattative con gli stati dell’Africa sono vitali per il nostro Paese: innanzitutto in quanto soggetto geopolitico, l’Italia dovrebbe rivendicare maggiormente la sua dimensione mediterranea e farsi promotore di relazioni privilegiate con alcuni Paesi africani; in secondo luogo per quanto riguarda accordi migratori, sarebbe stato certamente meglio essere presenti che delegare, visto che le nostre coste restano le più vicine per l’accoglienza di profughi e migranti.

Oltre a tutto ciò, a Conte viene contestato anche di aver lasciato il vertice UE senza rilasciare alcuna conferenza stampa. Le motivazioni addotte fanno risalire al “poco tempo a disposizione” prima del volo per la Calabria il suo silenzio; diversa invece la critica politica che gli viene rivolta, ovvero di aver lasciato la delega a uno dei Paesi che aveva spesso glissato sul tema del Recovery Fund, che pur non essendo un tema sul tavolo sta avendo e avrà ancor di più nei prossimi mesi un’urgenza massima. Ma dalla rappresentanza avvisano:

“Il Presidente ha lasciato il Consiglio europeo quasi al suo termine, quando tutti i testi di politica estera (Africa, Turchia, Belarus) erano già stati chiusi a adottati. La discussione fra i leader restanti in quel momento (parecchi infatti se ne erano già andati) non era quindi su Turchia, come è stato erroneamente riportato, bensì su alcuni elementi conclusivi del Consiglio stesso.
Inoltre, – in caso di ripartenza anticipata – la cosa più istituzionalmente corretta che si fa in questi casi è di lasciare la propria rappresentanza in seno al Consiglio alla presidenza di turno”.

Tuttavia, la partita sul Recovery Fund, riaperta pochi giorni fa dopo uno scontro molto acceso tra Parlamento e Consiglio europeo, è ancora in corso e ora rischia di diventare vitale non solo per il Paese ma anche per il Governo Conte II: la Legge di Stabilità infatti sarà un ostacolo molto importante da superare e se non dovessero esserci fondi europei a disposizione, lo scontro politico potrebbe incendiarsi.