Covid e lavoro, ecco il tavolo tecnico-operativo

È nato il tavolo tecnico-operativo di confronto tra Provincia autonoma di Trento, categorie economiche e parti sociali. L’obiettivo è quello di trovare una soluzione a problematiche puntuali che interessano il mondo del lavoro in questo difficile periodo in cui si sta assistendo ad una ripresa dei contagi da Covid-19.

Oltre agli assessori alla salute e al lavoro – rispettivamente Stefania Segnana e Achille Spinelli – al tavolo convocato stamani nel palazzo di Piazza Dante erano presenti i dirigenti generali Giancarlo Ruscitti e Laura Pedron, il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Apss, Antonio Ferro ed i rappresentanti di associazioni artigiani e albergatori, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, FederCoop e delle tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil.

BAR E ESERCIZI – Per i pubblici esercizi le limitazioni imposte con il Dpcm del 13 ottobre scorso rappresentano una vera e propria “mazzata”. Per quelle aziende che lavorano soprattutto la sera, o addirittura esclusivamente in orario serale, il provvedimento decreta quasi automaticamente la chiusura, con conseguenze pesantissime dal punto di vista economico e dei posti di lavoro in gioco.

«Chiediamo – conclude Roman – sostegni economici concreti: sono a rischio migliaia di posti di lavoro e centinaia di realtà imprenditoriali, anche solide. Come ha ricordato la Camera di Commercio, il nostro settore ha avuto una contrazione media del fatturato del 61% nel primo semestre del 2020. Un dato che oggettivamente mette in crisi molti bilanci aziendali, anche di quelle realtà più attrezzate.

È necessario che la politica faccia di più per sostenere la nostra categoria e, con essa, il vasto indotto che vi gravita attorno. Il dpcm, in assenza di aiuti concreti, è il colpo di grazia per un percentuale troppo rilevante di imprese».

POVERI IN AUMENTO E LAVORO IN DIMINUZIONE – “È la conferma di una situazione sociale drammatica il Rapporto della Caritas 2020. Aumentano i poveri e le richieste di aiuto delle famiglie con minori, delle donne e dei giovani. Sbloccare i licenziamenti aggraverebbe la situazione. Occorre un grande patto sociale per risollevare il paese e combattere la povertà”. Lo scrive su twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando il rapporto della Caritas 2020.

BANDO IN SOSTEGNO DI TURISMO E ARTIGIANATO – “Tanto il settore turistico che quello del commercio e servizi – sottolinea l’assessore Spinelli – sono stati messi a dura prova dalle pur necessarie misure di contenimento del Covid – 19. E’ quindi necessario intervenire per sostenere ambiti economici e una rete di aziende, specialmente di piccole e medie dimensioni, che rappresentano una componente fondamentale della struttura economico-produttiva del Trentino”.

Con il bando per il settore ricettivo si vuole quindi rafforzare la qualità dell’esperienza turistica e dell’ospitalità trentina incentivando interventi come riqualificazione, ristrutturazione, ammodernamento e rinnovo degli alloggi, miglioramento degli spazi comuni, costruzione o cambio di destinazione per le strutture funzionali all’attività ricettiva, per esempio in relazione all’attività sportiva, curativa, ricreativa e di svago.

PARRUCCHIERI ED ESTETISTI, LA TENUTA A RISCHIO – “Evitare restrizioni per acconciatori ed estetiste, perché assicurano massimo rispetto di norme e protocolli. A rischio la tenuta delle imprese e un favore all’abusivismo. Molta preoccupazione per la tenuta dell’economia: necessari aiuti selettivi e localizzati”. Lo sostiene la CNA Trentino Alto Adige. 

“Il protocollo per il settore benessere e cura della persona elaborato a Bolzano, il primo in Italia, con il contributo fondamentale di CNA e degli associati del settore – argomenta Claudio Corrarati, presidente della CNA regionale – ha dimostrato di essere applicabile e molto efficace: non risultano contagi nei nostri saloni, né tra i titolari, né tra i collaboratori, né tra i clienti. Inoltre, la piaga dell’abusivismo è in continua espansione anche in Trentino Alto Adige nel settore dei servizi alla persona. Gli ultimi dati Istat confermano il dilagare di un fenomeno che mette a repentaglio la salute dei cittadini e la tenuta degli operatori che rispettano le regole, tanto più in questa fase di emergenza sanitaria nell’assicurare l’osservanza dei protocolli”.