Libia: i connazionali ancora sequestrati

Connazionali ancora sequestrati in un gioco di ricatto per gli scafisti

Luigi di Maio ha assicurato che i pescatori di Mazara del Vallo sequestrati in Libia stanno bene. Le famiglie dei signori in questione non smettono di portare avanti il loro sit-in nel totale silenzio dei media.

Certo non serve a molto parlarne sulla stampa, ai fini politici, ma serve per avere contezza della situazione attuale in tema di politica internazionale.

La situazione vien rassunta dalle agenzie.

Khalifa Haftar non libererà nessuno fin quando non verranno consegnati i quattro” giovani libici partiti cinque anni fa da Bengasi e condannati in Italia come assassini e trafficanti di migranti. Lo fanno sapere fonti libiche sul caso degli equipaggi dei due pescherecci italiani sequestrati in Libia lo scorso primo settembre. C’è poca chiarezza sul loro caso, dicono. “Si sta pensando di far avocare le indagini alla Procura militare”, affermano le fonti dopo le notizie delle ultime ore.

Altre fonti contattate da Aki – Adnkronos International ricordano come in passato “ci siano voluti mesi” per risolvere casi analoghi in Libia, dal momento che le autorità libiche “considerano quelle acque zone di interesse economico esclusivo libico” e non tollerano “violazioni dei propri diritti economici sulle proprie acque”.

Questa sarebbe l’ultima delle agenzie in cui si parla di trattative per la liberazione accessibile a tutti. Per quanto concerne gli atti di Governo ci si ferma invece a venerdì scorso con l’intervento del Ministro degli Esteri che ha rassicurato le famiglie del buono stato di salute dei sequestrati.

Una nuova domenica inizia e per i 18 uomini italiani in Libia mercanteggiati per 5 scafisti non si tratta di un giorno di festa. MC