ADUC: Perché il DPCM è stato emanato prima della data prevista, 13 Novembre 2020?

Le considerazioni a cavallo dei decreti.

I Comuni e le Regioni che, almeno in teoria, conoscono meglio il territorio non concordavano su alcune scelte, si fa riferimento alla chiusura dei locali oppure alla gestione della scuola.
Le Amministrazioni decentrate volevano avere un maggiore potere che consentisse loro di intervenire sul proprio territorio in maniera autonoma nel rispetto di quelle che erano le singole esigenze.
L’Amministrazione Centrale, più volte accusata di aver violato i diritti costituzionali dei cittadini, ha visto in questa richiesta, almeno a parere di chi scrive, una doppia via di uscita.
Il fallimento delle proposte avanzate dai Comuni e dalle Regioni consentirebbe alla stessa di affermare la legittimità e la correttezza del proprio operato.

Sottolineando che una condotta più restrittiva, ed invisa ai cittadini, rimane l’unica soluzione percorribile per la tutela dell’intera cittadinanza.
Non potrebbe essere spiegata altrimenti la scelta di emanare un decreto che ha una validità settimanale.

Non si può escludere che, al di la del rapporto tra amministrazioni, questo procedere per step porti via via ad una costante e sempre maggiore restrizione della libertà di movimento.
Restrizione giustificata dall’aumento dei contagi e dal fallimento, causato dalla condotta dei cittadini, di misure più lievi.
Infine altro motivo che ha portato alla modifica del precedente DPCM è stato, come da noi denunciato, l’eccessiva genericità dello stesso.
Genericità che ha portato un enorme confusione, sono state diverse le chiamate al 118 per denunciare feste private non esistenti, e che ha consentito ad alcuni esercenti di aprire i propri locali dopo quindici minuti dalla chiusura.
Dobbiamo ammettere che il vuoto normativo e la genialità di alcuni hanno generato delle situazioni veramente esilaranti.