Siamo al terzo DPCM

Siamo al terzo DPCM, che sancisce  “ulteriori disposizioni attuative del decreto legge  25 marzo 2020 n. 19, convertito con modificazioni della legge 25 marzo 2020 n.19, convertito con modificazioni della legge 22 marzo 2020 n. 35 recante “misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19”… norme che sono la prosecuzione di un ormai estenuante teatrino di improvvisati attori che sono stati prestati all’arte più nobile ossia a governare il Paese/Nazione e amministrare i settori trainanti il mondo dello sviluppo, della crescita economica, della libera imprenditoria ed i settori cardine su cui poggia i propri fondamentali agiti la  pubblica amministrazione in maniera del tutto insensata e contradditoria.     Questa ulteriore scelta draconiana, presa ricordiamo in maniera unilaterale priva di qualsiasi concertazione con le maggiorenti parti sociali e sindacali, fa per capire quale sia lo spirito e l’intento di questo governo autoeletto, ricordiamo  a guida M5S e PD che, oltre a minare fortemente il piano di democrazia su cui si poggia la repubblica italiana, riduce il nostro Paese ad uno Stato cenerentola con una perdita PIL dell’11-12% per un danno quantificabile sui 216 miliardi di euro (stime studi Confindustria) superiore ai fondi di Recovery Fun.     Inoltre anche le rassicurazioni fatte in conferenza stampa dal premier Conte non trovano riscontri nei fatti dato  che ben 12mila persone sia ancora in attesa da maggio della cassa integrazione erogata dallo Stato. Pertanto il popolo italiano non solo è disorientato da un governo centrale che appare del tutto inadeguato a governare ma ha delle validissime ragioni a non sentirsi garantito nella tutela dei propri diritti fondamentali. C’è in atto, ed abbiamo assistito tutti ai disordini nelle piazze di protesta delle categorie economiche e di fasce di popolazione specie al sud, dove il tessuto sociale ha più fertile terreno alla criminalità organizzata nel crimine, una pericolosa tendenza allo sfascio ed alla insurrezione civile quella però che non viene fatta nel rispetto delle regole ma sovvertendone i cardini della legalità su cui lo Stato civile deve fondare le proprie articolazioni dettata dalla rabbia dettata dalla “sopraffazione” posta in essere da regimentazioni troppo rigide a livello governativo che non pongono in essere per contro i giusti ristori.  

E d’altro canto quando lo Stato affama il Suo popolo e chiede solo al popolo di farsi parte garante dei problemi economici e sociali del Paese in cui egli è cittadino/contribuente diligente e rispettoso legittimamente poi partono dai mondi aggregativi e di categoria le proteste vituperanti a cui le rappresentanze del  mondo intero del lavoro stanno organizzando a macchia di leopardo sui territori. Anche per quanto concerne l’aspetto sanitario davvero siamo il “Paese dei balocchi”. Crediamo che i mesi, ben cinque, passati dalla riapertura del 18 maggio, avrebbero permesso di prendere provvedimenti organici, tempestivi e preventivi sia in ambito sanitario (attivando piani di strutture territoriali di presidio e cura) che in ambito scolastico. Si poteva, per esempio  approntare una serie misure per la popolazione degli studenti e degli insegnanti, partendo già a monte, ossia dal trasporto della utenza scolastica, dando disposizioni ampie alle Regioni per approntare progetti flessibili di mobilità urbana facendo ricorso, ove occorresse, alla filiera dei trasporti privati tramite convenzioni ad hoc magari . Si poteva anche nel periodo estivo predisporre un piano scolastico che ipotizzasse anche misure di un posticipo del consueto orario scolastico in maniera da sgravare la ricettività nelle ore di punta del trasporto pubblico.  Tante idee e progettazioni al passo con la nuova emergenza sanitaria, argomentazioni plurime da fare in concertazione con le parti sociali coinvolte che sicuramente possono essere propositive e promotrici di progetti ad hoc in tempi di emergenza. In ultimo le nuove disposizioni poi previste nel Dpcm per i servizi di ristorazione dalle 15 alle 18, sono davvero inconcepibili unitamente alla chiusura di palestre , piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali lasciando aperti solo quelli di piccole dimensioni. Credo che queste siano scelte draconiane che denotano non solo la scarsità di programmazione e di intrapresa ma anche mancanza una guida politica allo sbando.  La sola certezza è che chi governa senza esserne stato scelto dal popolo italiano voglia tenerci tutti attanagliati nella paura , perché per dirla con Seneca: ”se tu non hai paura, io non ho potere” e così si rende saldo un governo traballante oltre che contrario alla ragione ed al buon senso . 

Gabriella Maffioletti

Vice coordinatrice regionale di Forza Italia