Covid. In Trentino picco di contagi con 257 nuovi positivi

Brutte notizie per il numero di contagiati Covid in Trentino: il numero è balzato a 257 nuovi casi in un giorno. Il rapporto dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari oggi registra 257 nuovi positivi, 146 dei quali sintomatici.

Nel dettaglio, tra i contagiati anche oggi sono molti quelli che hanno più di 70 anni, per la precisione 30 soggetti, mentre i minorenni sono 18, dei quali 15 hanno un’età compresa fra i 6 e i 15 anni.

Anche oggi purtroppo si conta un decesso (un uomo di oltre 80 anni, non residente in Rsa) ed i ricoveri in ospedale salgono a 89, di cui 5 nei reparti di terapia intensiva. In aumento anche le situazioni che riguardano giovanissimi in età scolare per le quali sono in corso approfondimenti: oggi sono 33 i nuovi casi e le prossime ore diranno se sarà necessario intervenire per porre in quarantena le rispettive classi (ieri quelle in quarantena erano 142).

Un ultimo dato riguarda infine i tamponi: quelli analizzati ieri sono 1.346, tutti nel laboratorio di Microbiologia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento.

I tre segretari provinciali di Cgil Cisl Uil del Trentino – commentando i contenuti dell’ordinanza emessa ieri dal presidente della Giunta provinciale, che deroga ad alcune misure previste nel Dpcm di domenica, tra cui l’orario di apertura più esteso di bar e ristoranti e senza alcun ricorso al momento alla didattica a distanza per le scuole superiori – hanno affermato:
“Apprendere che anche il Trentino non è più in grado di effettuare un tracciamento efficace è allarmante perché è quello il primo tassello per interrompere le catene di contagio – insistono Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. La Giunta investa subito maggiori risorse per potenziare la sorveglianza sanitaria, aumentando il numero di tamponi e rafforzando il tracciamento, anche tra i pre-sintomatici. Se rinunciamo a queste misure e allarghiamo le maglie dei divieti nazionali rischiano di dover chiudere tutto più velocemente di altri, se l’epidemia cresce. Per questo l’ordinanza è priva del necessario equilibrio. Speriamo quindi che il Governo non intervenga per impugnare la decisione della Giunta, non tanto perché condividiamo tutte le scelte del Presidente ma perché un’impugnativa aprirebbe di nuovo al caos”.

I sindacati pongono l’accento, tra le altre questioni, al tema del trasporto pubblico. Annunciare la riduzione della capienza sull’extraurbano non è assolutamente sufficiente, visto che i problemi di assembramento si creano in attesa dei mezzi pubblici, nelle ore di punta, nelle aree urbane. “Serve potenziare il numero di mezzi in circolazione anche ricorrendo a convenzioni con i privati, ma serve anche prevedere insieme alla riduzione delle presenza su autobus, treni e corriere anche misure di flessibilità sulla scuola, soprattutto per i ragazzi delle superiori. Anche su questo fronte ogni posizione ideologica non può che creare danno. Basti guardare quanto ha fatto l’Alto Adige e provare a copiare su questo fronte”. E in merito al dibattito aperto sull’apertura degli impianti a fune i segretari generali mettono le mani avanti: per un’apertura in sicurezza servono protocolli stringenti in grado di tutelare lavoratori e utenti se vogliamo davvero dare una possibilità al turismo nella stagione invernale.