Chiusura bar e ristoranti alle 18? Sgarbi non ci stà: “Aprite tutto e mandate a fare in c**o Conte, ecco perché…”

Mentre l’Italia è ancora scossa dalle numerose polemiche che hanno accompagnato l’uscita dell’ultimo Dpcm che ha imposto, tra le varie, la chiusura di ristoranti e bar alle ore 18, Vittorio Sgarbi è tornato a criticare pesantemente il Governo e il Premier Giuseppe Conte per aver limitato ulteriormente le libertà degli italiani.

In una serie di video diffusi sul web, e diventati immediatamente virali, Sgarbi ha invitato la popolazione a non rispettare quanto ascritto nel Dpcm e a “mandare a fare in c**o Giuseppe Conte”.

In particolare, intervenendo in qualità di Sindaco del Comune di Sutri, Vittorio Sgarbi ha dichiarato di voler prendere a modello il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, affermando: “Ho deciso nell’ambito delle ulteriori misure urgenti per la prevenzione e gestione della emergenza epidemiologica da Covid, di condividere la linea rigorosa del presidente della provincia di Trento anche in riferimento agli articoli 4 e 5 della legge costituzionale del 18 ottobre 2001, emanando una ordinanza corrispondente a quella dell’articolo 40 e 41 dell’ordinanza presidenziale, dando queste indicazioni: 40) le attività degli esercizi di ristorazione sono consentite dalle ore 5.00 fino alle ore 20.00 per i bar, le gelaterie e le pasticcerie e fino alle ore 22.00 per i ristoranti. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di 4 persone, salvo che siano tutti conviventi; 41) dalle ore 18.00 la consumazione di pasti e bevande è consentita solo al tavolo con assegnazione di posti a sedere; L’ordinanza sindacale non si discosta dal comma 2 dell’articolo 12 del dpcm del 24 ottobre”.

In un altro video divenuto virale, il Presidente del Mart di Rovereto, ha rincarato la dose contro il Premier Conte criticando apertamente le misure di sicurezza messe in campo dal Governo, arrivando ad affermare frasi come: “Che tu sia maledetto” o “spero che il cielo fulmini Giuseppe Conte”.

In sintesi, Vittorio Sgarbi ha mostrato di essere in completo disaccordo con il Governo centrale e, da sindaco, ha mostrato di fare sul serio disponendo norme anti-covid diverse da quelle nazionali, disponendo la chiusura di bar, gelaterie e pasticcerie alle 20 e ristoranti alle 22, oltre 4 ore dopo il coprifuoco imposto da Conte.