Per Toninelli le misure restrittive sono colpa di Matteo Salvini

Le nuove misure restrittive per contrastare il Covid-19? Tutta colpa di Matteo Salvini, secondo Danilo Toninelli, ex-Ministro delle Infrastrutture proprio nel Governo di cui la Lega era parte integrante, non confermato nel Governo Conte II a guida PD-M5S. Secondo l’esponente grillino, infatti, sarebbero da imputare agli atteggiamenti “irresponsabili” di alcuni la recrudescenza del virus e le correlate misure di sicurezza.

Tramite un video postato sul proprio profilo Facebook, l’ex-Ministro ha accusato non solo il leader leghista ma tutti gli italiani che, con il loro “comportamento” tenuto nelle settimane scorse, hanno ridato vita al virus. “Non pensiate che siamo felici delle nuove restrizioni previste dal DPCM. Ne avremmo fatto volentieri a meno ma i numeri del contagio di oggi dipendono dai comportamenti di settimane fa” sostiene il pentastellato.

Però Toninelli rassicura: “Non si tratta di un lockdown generalizzato ma di restrizioni che ci serviranno per limitare l’aumento dei contagi“. Una rassicurazione che però stona con le affermazioni di molti altri, sia dal mondo medico che dal mondo giornalistico: nei giorni scorsi infatti Walter Ricciardi proponeva un lockdown totale a Milano e Napoli, mentre nelle scorse ore Enrico Mentana ha proposto un lockdown dicendo che negli altri paesi europei si sta andando in quella direzione.

A prescindere dalle probabilità di un secondo lockdown, Toninelli ci spiega con chi dobbiamo prendercela: “Al massimo dobbiamo essere arrabbiati soprattutto con chi ha una voce pubblica, un ruolo istituzionale, quelli che dovrebbero essere i primi a dare l’esempio e che invece a giugno dicevano che non ci sarebbe stata alcuna seconda ondata. Ovviamente mi riferisco a Matteo Salvini“. L’untore leghista, dunque, sarebbe reo di aver sostenuto, da leader dell’opposizione, che non ci sarebbe stata una seconda ondata.

Verrebbe da chiedersi perché, dunque, il Governo non abbia predisposto un piano di emergenza per la seconda ondata, trovandosi a “fronteggiare nuovamente questa crisi”, come spesso ripetono gli esponenti della maggioranza. Verrebbe anche da chiedersi perché Toninelli, da ex-Ministro dei Trasporti, non batta il ferro contro la sua “usurpatrice” Paola De Micheli, individuando nelle criticità del trasporto pubblico un eventuale fonte di contagio. L’unico motivo per cui Salvini potrebbe essere colpevole di questa seconda ondata, guardandola dagli occhi di Toninelli, potrebbe essere il fatto che – facendo cadere il Governo Conte I – lo abbia declassato da Ministro a semplice Onorevole. In quel caso la sua rabbia sarebbe anche comprensibile.