Trento, aggredito Brumotti (Striscia la Notizia). Moranduzzo: “La sicurezza non si ottiene con le belle parole”

La situazione di degrado di Piazza Dante a Trento è arrivata sui teleschermi di tutta Italia, dopo che Vittorio Brumotti – celebre inviato di Striscia la Notizia – è stato aggredito mentre stava girando un servizio sullo spaccio di droga che avviene nella piazza cittadina.

Una situazione, quella dello spaccio e del degrado, da sempre al centro del dibattito politico trentino. Il centrodestra aveva infatti portato avanti battaglie per un ripristino della sicurezza e della legalità già durante la campagna elettorale delle elezioni provinciali del 2018. Dopo la vittoria, la situazione – a detta del Presidente Fugatti – è migliorata ma non del tutto risolta. “La competenza” chiarisce il Presidente della Provincia Autonoma di Trento “non è provinciale quanto di Stato e Comune. Chiederemo un ulteriore sforzo alle Forze dell’Ordine, che sono già molto impegnate e che ringrazio“.

Secondo il Presidente, parte del problema risiederebbe nelle leggi nazionali, che non permetterebbero di arrestare e mandare in galera gli spacciatori a causa delle quantità entro le quali il consumo e la detenzione di sostanze stupefacenti non costituirebbe reato. “Quando ero Sottosegretario – racconta Fugatti – volevamo cancellare queste disposizioni, ma il Movimento 5 Stelle era contrario e l’attuale maggioranza di Centrosinistra non mi sembra che abbia un’impostazione diversa“.

Abbiamo subito avviato l’iter per contare anche sull’intervento di un’unità cinofila e su un presidio fisso in Piazza Dante, che renderanno costante e più efficace l’attività di vigilanza” riferisce il neo-Sindaco di Trento Franco Ianeselli, il quale assicura che seguiranno ancora nuovi provvedimenti per arginare il problema dello spaccio. “Le famiglie dei consumatori di droga non possono essere lasciate sole a combattere una battaglia contro la tossicodipendenza, in questo periodo in cui il disagio sociale rischia di allargarsi a causa della pandemia, è necessario più che mai mettere in campo tutti gli strumenti per sottrarre terreno all’emarginazione sociale. Sappiamo infatti che la criminalità prospera e arruola la sua manovalanza in questo bacino” ha concluso il Sindaco.

L’Amministrazione comunale di Trento è però finita nell’occhio del ciclone dopo le dichiarazioni del Consigliere provinciale Devid Moranduzzo, che ha rimarcato come sia stata bocciata dal Consiglio comunale una mozione della Lega con la quale si chiedeva di attivare l’operazione Strade Sicure anche nel capoluogo trentino. “Non è con le belle parole che si risolve il problema della sicurezza a Trento e in Piazza Dante” è l’incipit del comunicato dell’esponente leghista.

Il Sindaco ha la possibilità e la responsabilità di garantire maggiore sicurezza in Città, può farlo tranquillamente. Non accettiamo giustificazioni di fronte a certe situazioni che non sono tanto dovute al disagio sociale, quanto a una vera e propria criminalità impunita” è la risposta di Moranduzzo alle affermazioni del Sindaco. “Una persona onesta non si mette a spacciare in nessuna circostanza, nemmeno nel caso di difficoltà economica“.

Su questo punto – conclude il Consigliere – dobbiamo essere irremovibili. Per altre situazioni di svantaggio, gli strumenti per aiutare ci sono e non sono pochi. I nostri rappresentanti comunali non rimarranno immobili di fronte al prosperare dell’illegalità e si attiveranno a stretto giro per la sicurezza di tutti. Il Sindaco ha il dovere di intervenire, lo dice la legge“.