Gli hippies usavano la cannabis leggera

Un altro brutto studio che fa preoccupare

Il proibizionismo culturale genera mostri: il dialogo sulle droghe è fermo e questo causa il tramandarsi di ignoranza e di debolezze.

La società moderna seppure tecnicamente impostata sul “salutismo ideologico” rischia molto di più e – per questo – reprime di più.

Questo processo ingenera il corto circuito del rischio: auto veloci, macchinari automatici, alcolici impuri, droghe pesanti, siamo spesso oggetto di pericolo e rischiamo anche a nostra insaputa.

Questo per illustrare una semplice analisi: i figli dei fiori, hippies, freakettoni qualsivoglia degli anni ’70 nel “peace and love” esistenziale erano più attenti dei nostri attuali giorni.

La truffa della beat generation? Attenzione, il principio attivo utilizzato da quegli spiriti liberi era del 14% più debole di quello che viene distribuito nelle strade del mondo oggi.

Per altri casi anche il 25% più forte di quella che era in circolazione tra la generazione del baby boom. I risultati provengono dall’analisi di esperti di oltre 80.000 campioni di erba.

Questo dimostra tristemente che lo spaccio non normato oltre a mettere in circolo sostanze tossiche, truffe, violenza aumenta anche il targeting con l’aumento delle dosi per generare un bisogno oltre quello che può riguardare un momento di relax o di degustazione, quindi un ulteriore campanaccio d’allarme per rimettere mano al dialogo sulla droga. Che in Italia manca. MC