Trento. Sospeso il mercato del giovedì, domani l’ordinanza. Valutazioni in corso sul mantenimento di un micro settore alimentare.

Il mercato del giovedì sarà sospeso. Lo ha deciso oggi il sindaco Franco Ianeselli dopo aver consultato la polizia locale, che ha segnalato la grande difficoltà nel far rispettare le rigide indicazioni in merito alla regolamentazione degli accessi e al distanziamento fisico. Gli agenti e gli alpini in servizio oggi al mercato non sempre hanno trovato tra i cittadini, spesso anziani, l’auspicata comprensione quando hanno fatto notare il mancato rispetto dei sensi di marcia o delle distanze di sicurezza.

Da qui la necessità di definire un provvedimento coerente con le decisioni fin qui adottate, finalizzate a evitare assembramenti e dunque a contenere la pandemia. Dopo una riunione operativa prevista per domani, il sindaco Ianeselli firmerà dunque l’ordinanza di sospensione del mercato. Nel corso di tale incontro sarà valutata l’opportunità di mantenere operativi i banchi del solo settore alimentare.

Com’è noto, la Provincia di Trento dava la possibilità ai Comuni di far svolgere i mercati previa stesura di un piano e la definizione di un protocollo rigido, in modo da evitare assembramenti. Piano e protocollo sono stati preventivamente condivisi con i competenti uffici provinciali. L’estensione dell’area del mercato, la grande affluenza, la logistica delle vie di Trento hanno però reso molto difficile la rigida regolamentazione dei movimenti, nonostante la collaborazione dei cento e cinquanta operatori economici. Vista la difficile attuazione del piano, è arrivata dunque la decisione di sospendere il mercato.

Intanto a livello comunale polemiche sulla decisione di chiudere le tradizionali casette dove viene venduto il vin brulè.

“Cerchiamo di tenere aperte le casette dove viene venduto il brulè e troviamo dei luoghi maggiormente predisposti per il distanziamento sociale”, è questo quanto richiesto dalla Lega Salvini Trentino in Comune a Trento con una mozione che vede come prima firmataria la Capogruppo Bruna Giuliani.
La recente ordinanza del sindaco, che a causa di un ipotizzato assembramento, ha imposto la chiusura immediata dei chioschi di brulè e castagne, solleva il tema di come siano state decise le postazioni dei chioschi in città, in relazione agli spazi aperti disponibili.
Bruna Giuliani a riguardo spiega: “In questo periodo, il contesto di emergenza sanitaria in cui il Comune si trova ad operare richiede una precisa e particolare valutazione dei luoghi di collocazione dei chioschi, garantendo che attorno ad essi vi sia sufficiente spazio per il distanziamento dei clienti, evitando situazioni di rischio e possibile contagio. È infatti il Comune che deve decidere in merito all’adeguata collocazione di queste attività stagionali, garantendo spazi sufficienti per la sicurezza. Non si può immaginare che gli esercenti si inventino eccezionali misure di prevenzione, se il loro posizionamento in spazi limitati non lo consente. Inoltre, va considerato che i fatti relativi ad una situazione di “assembramento” si sono verificati nella serata di sabato, mentre durante la settimana ed anche di domenica – con i negozi chiusi – la probabilità di assembramenti è ben minore.
Sarebbe quindi molto più utile, per la città e per gli esercenti stessi, considerare intervalli di tempo ragionati con orari di apertura più ristretti, prima di ordinare un’improvvisa chiusura. Le mosse dell’amministrazione comunale dovrebbero poi essere valutate secondo parametri ben definiti: l’andamento dei contagi, la capacità degli esercizi di smaltire i prodotti già acquisiti e a magazzino e la loro possibile ricollocazione in altri ambiti del centro città, che consentano maggiore distanziamento tra le persone. Con un po’ di buon senso e soprattutto collaborazione, sedendosi al Tavolo con le categorie e con la Provincia, si sarebbe potuta trovare una soluzione intermedia senza arrecare ancora una volta danno economico e turistico alla città di Trento”.