Vendite natalizie, Black Friday…. Ma i consumatori sono pecore?

E’ surreale quanto sta accadendo e quanto si dibatte per cercare di affrontare la crisi del commercio “in presenza”. Siamo arrivati ad uno Stato, la Francia, che stimolato dall’iniziativa della Sindaca di Parigi che ha invitato a comprare libri nelle librerie e non online, sembra che decida di spostare di una settimana la data del Black Friday (27 novembre). Fanno eco le reazioni di altri Paesi, incluso il nostro, che vedono in prima linea altrettanti Sindaci, fino ad alcune associazioni di categoria che hanno proposto di vietare le vendite online facendo loro seguire le disposizioni dei livelli cromatici a cui devono attenersi i vari territori regionali.

Il dato surreale è che Amazon dialoga a distanza (comunicati stampa di vario tipo) con le autorità, spiegando anche perché per il proprio business non starebbe bene, per esempio, spostare il Black Friday di una settimana sì da essere allo stesso livello di concorrenza con i negozi in presenza che, presumibilmente, dovrebbero/potrebbero essere aperti nel successivo venerdì 4 dicembre.
Al dato surreale, Paese per Paese, ognuno aggiunge le proprie caratteristiche. Nel nostro Stivale, l’opposizione al Governo si sta facendo alfiere di queste iniziative anti-Amazon. “Tutto fa brodo”, si potrebbe dire, per cercare di manifestare il proprio dissenso ad un governo. Quindi, per quanto ci riguarda (osservatori e protagonisti indipendenti e razionali) assistiamo ad un surreale che si tinge di sarcastico, fino al più spicciolo “ridicolo”.

Aduc Vincenzo Donvito