Vacanze invernali: se non aprono gli impianti probabile crollo del 50-70% del giro d’affari

Vacanze invernali, Alverà (pres. Ass. Albergatori Cortina): “Come è successo altre volte Conte ha dato la notizia in diretta tv, ancora non supportata da un documento ufficiale sull’apertura degli impianti. Se a Natale non apriranno gli impianti ci potrebbe essere un crollo del 50-70% del giro d’affari, la provincia di Belluno ha circa 400 milioni di industria che gira intorno alla stagione invernale. Mi pare che anziché cercare di risolvere il problema e trovare una soluzione si elimina il problema alla radice chiudendo tutto. Così come all’inizio della stagione estiva ci siamo attivati per fare un protocollo di sicurezza, secondo me si può fare altrettanto con gli impianti di risalita”

Roberta Alverà (presidente Associazione Albergatori Cortina) è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Conte esclude vacanze sulla neve. “Ho seguito Conte ieri in tv –ha affermato Alverà-. Come è successo altre volte, ha dato la notizia in diretta, ancora non supportata da un documento ufficiale sull’apertura degli impianti. Noi comunque ci stiamo preparando, se a Natale non apriranno gli impianti ci potrebbe essere un crollo del 50-70% del giro d’affari, la provincia di Belluno ha circa 400 milioni di industria che gira intorno alla stagione invernale. A livello occupazionale significherebbe la mancata assunzione di gran parte dei lavoratori stagionali. Chi rimane a casa non potrà né usufruire della cassa integrazione e nemmeno della disoccupazione ordinaria perché certi impianti sono chiusi dal marzo scorso. I lavoratori stagionali ci chiamano per sapere cosa ne sarà del loro destino e di quello delle loro famiglie. Ma noi non sappiamo nulla. L’unica cosa che sappiamo è che non avremo turisti stranieri che incidono dal 40 al 60% delle presenze. Uno sport invernale fatto all’aria aperta, muniti di casco, guanti, con distanziamento, secondo me non crea molti problemi. Ovviamente contingentando gli accessi agli impianti di risalita. Mi pare che anziché cercare di risolvere il problema e trovare una soluzione si elimina il problema alla radice chiudendo tutto. Così come all’inizio della stagione estiva ci siamo attivati per fare un protocollo di sicurezza, secondo me si può fare altrettanto con gli impianti di risalita. Se l’albergatore non apre l’albergo i costi non si sostengono. Le prenotazioni erano ripartite a settembre, quando poi c’è stato il primo annuncio di un possibile lockdown a Natale si sono fermate”.