Morto Diego Armando Maradona. El Pibe de Oro aveva da poco compiuto 60 anni

Diego Armando Maradona è morto. Questa la notizia rilanciata dai media argentini e che sta trovando conferme anche da parte della stampa internazionale. Il grande calciatore che da poco aveva compiuto 60 anni non ha retto a un arresto cardiocircolatorio.

Già qualche settimana fa El Pibe de Oro aveva subito un trattamento ospedaliero con un intervento chirurgico alla testa. La carriera più che ventennale del grande giocatore argentino è stata costellata di successi, fino a farlo diventare una delle vere e proprie icone del calcio. Basti pensare alla vittoria del Mondiale nel 1986 o agli anni dei successi col Napoli, dove Maradona è considerato una vera e propria leggenda.

La partita più celebre della storia di Maradona fu il quarto di finale del Mondiale 1986 tra Argentina-Inghilterra. Le due nazionali, scosse da una forte rivalità dopo la guerra delle Falkland, conclusasi appena 4 anni prima con quasi 1.000 morti tra soldati inglesi e argentini, si affrontavano per proseguire il cammino nella Coppa del Mondo. In quell’occasione Maradona mise a segno due gol poi passati alla storia.

Il primo, passato agli onori della cronaca come “la mano de Dios“, portò in vantaggio l’Abiceleste con uno stacco di testa “viziato” da un tocco di mano. Gli inglesi recriminarono ma Maradona, per giustificarsi, disse che a colpire la palla fu “un poco la cabeza de Maradona y un poco la mano de Dios“. Per “rifarsi”, pochi minuti dopo Maradona realizzò il gol del 2-0, passato alla storia come il gol del secolo.

Il gol del secolo

Come molti grandi “geni”, però, al grande talento in campo ha fatto eco una vita privata abbastanza burrascosa: padre di cinque figli da quattro donne diverse, di cui uno non riconosciuto fino al 2007, una terribile dipendenza dalla cocaina e un problema col fisco italiano che lo ha tenuto lontano dal nostro Paese per diversi anni.

Dopo la carriera da calciatore, ha tentato di replicare i suoi successi come allenatore, ma con poco successo. Celebre il Mondiale del Sudafrica nel 2010, con Maradona a guidare l’Albiceleste, ovvero la sua amata Nazionale argentina, fermandosi però ai quarti di finale contro la Germania, che si impose con un 4-0.

A piangerlo, oltre ai suoi cari, milioni di argentini e miliardi di appassionati del calcio, sarà soprattutto la città di Napoli, della quale era diventato cittadino onorario appena tre anni fa. Una cittadinanza resa doverosa dall’aver contribuito a scrivere pagine indelebili del romanzo popolare legato a Napoli e al Napoli, squadra della quale è stato miglior marcatore fino a poco tempo fa con un record resistito più di vent’anni.