Dpcm Natale. Stop a spostamenti tra regioni e comuni, coprifuoco alle 22: quello che c’è da sapere

Orientamento del governo è “confermare il modello delle 3 fasce, disincentivare spostamenti internazionali e tra regioni. 25, 26 e 1 gennaio limitazioni a spostamenti tra comuni”. A ribadirlo, nella sua informativa alle Camere stamane, il ministro della salute Roberto Speranza, che ribadisce come l’intenzione non sia quella di cancellare il Natale, ma di renderlo più sicuro, come chiesto anche dalla commissaria Ue alla salute in queste ore. Per farlo, non solo rimarranno in vigore le attuali disposizioni per fasce e colori, ma ci saranno anche ulteriori inasprimenti, aprendo ad una rapida risposta sul fronte vaccini.

Proprio su quest’ultimo tema è stata approvata, con 255 sì, 3 contrari e 5 astenuti, anche la parte della Risoluzione dell’opposizione che impegna il governo “a definire un efficace piano vaccini per tutta la popolazione, che preveda il pieno coinvolgimento delle Regioni e rispetti i criteri di sicurezza, universalità e gratuità”.

E ad essere in allarme Coldiretti, che denuncia come “lo stop agli spostamenti da tutte le regioni colpirà oltre 10 milioni di italiani che lo scorso anno sono andati in viaggio nel periodo delle feste di fine anno per raggiungere parenti, amici o fare vacanze“.

Questo è quanto è emerso dall’analisi di Coldiretti/Ixè in riferimento alle possibili misure previste a fine anno dal nuovo DPCM per la necessità di contenere la diffusione del contagio Covid.

Ad essere bloccati, oltre all’80% degli italiani che hanno scelto come meta principale la Penisola vi sarebbe anche il rimanente 20% che aveva deciso di varcare il confine e che ora sarebbero impossibilitati a farlo dalle misure cautelative adottate per il rientro in Italia dall’estero con l’obbligo di quarantena e il tampone obbligatori.

Tra le destinazioni turistiche a pagare il prezzo piu’ alto vi sarebbe la montagna, con 3,8 milioni di italiani che lo scorso anno sono andati in vacanza sulla neve nelle feste di fine anno.

Qualora venisse confermato lo stop in maniera definitiva si tratterebbe di una manovra destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma sull’intero indotto delle vacanze in montagna, dall’attività dei rifugi alle malghe con la produzione dei pregiati formaggi.

Proprio dal lavoro di fine anno dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole che con le attività di allevamento e coltivazione svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l’abbandono e lo spopolamento.

“Lo stop agli spostamenti è destinato ad avere un duro impatto economico ed occupazionale con la perdita stimata in 4,1 miliardi sono per le mancate spese dei turisti italiani di Natale e Capodanno che lo scorso anno hanno trascorso in media sei giorni fuori casa. Si stima peraltro che 1/3 della spesa di italiani e stranieri in viaggio in Italia sia destinata all’alimentazione” ha poi concluso Coldiretti.