Carcerati dal Veneto in Trentino e COVID, Lucia Coppola e i Diritti dei carcerati

Ho appreso dalla stampa che presso il carcere di Trento sarebbero in arrivo, se non sono già arrivati, circa 34 detenuti/e con esigenze di sorveglianza di media sicurezza, positivi al Covid 19, in esubero da altre carceri del Veneto.

Tanto sarebbe stabilito nel piano operativo per il contenimento e la prevenzione dell’emergenza sanitaria, varato lo scorso 23 novembre, pare senza confronto con le organizzazioni sindacali.

Questa notizia ha sollevato la protesta del sindacato FP CGIL della Polizia penitenziaria preoccupato sia della salute dei detenuti ma anche di tutti coloro che nel carcere lavorano e vi accedono dall’esterno come i familiari, i magistrati e gli avvocati.

Presso il carcere di Trento pare non vi siano infermerie sufficienti, attrezzate per alti numeri di malati Covid e tantomeno vi sarebbe un numero adeguato di personale infermieristico a supporto.

Anche eventuali ricoveri in ospedale risulterebbero problematici dato che i reparti non sono attrezzati per contemperare esigenze di cura, isolamento e sorveglianza per un numero elevato di pazienti.

E’ quanto fa emergere nell’incipit della sua interrogazione provinciale la Consigliera Lucia Coppola.