Dpcm Natale. Masè (La Civica) è molto critica: “Come ripartiremo se azzeriamo tutto il Trentino”

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“Come tante altre persone anche io ho scelto di adottare per il proprio profilo social il motto “Per noi la montagna è vita”. Queste poche parole condensano una protesta che non vuole essere silenziosa, al contrario, semplicemente, vista la serietà di quanto è in gioco, non vuole essere scomposta”.

E’ iniziato così l’intervento con il quale il Consigliere provinciale de “La Civica”, Vanessa Masè, ha voluto commentare, fornendo il suo punto di vista, sulle difficoltà a cui il popolo trentino andrà in contro a seguito della chiusura degli impianti sciistici ( e del suo indotto) promossa dal Governo di Giuseppe Conte.

Vanessa Masè ha dapprima evidenziato come la situazione, soprattutto in relazione ai ristori che il Governo dovrà corrispondere, sia ancora molto nebulosa, affermando inoltre come questa incertezza renda difficile, se non impossibile, intervenire in soccorso delle migliaia di lavoratori stagionali dell’arco alpino anche a livello locale e di come, inevitabilmente, sia stata messa in discussione anche l’Autonomia.

“Voglio superare i discorsi macro economici o meramente politici per unirmi con forza al coro di tutti quei singoli che hanno consapevolezza che senza stagione invernale la montagna diventa un fantasma. A troppi livelli si sta affrontando il tema della chiusura degli impianti con estrema superficialità, come se stessimo parlando solo di una “dieta economica” imposta ad un settore ricco. Ma occorre opporsi con forza e determinazione a questa errata e fuorviante interpretazione. Gli impianti a fune generano investimenti e ricadute vitali sul nostro territorio: le valli a vocazione turistica sono popolate e vive grazie a tutto l’indotto determinato dalle stazioni sciistiche, che alimenta l’economia di tutti i paesi limitrofi” ha poi chiarito il Consigliere de “La Civica”.

Il problema non sarebbe relativo solamente a chi lavora (e si sostenta) con le attività direttamente collegate agli sport invernali, ma anche a diversi strati dell’economia trentina. Con partite iva, pesantemente penalizzate, che non solo provvedono a lavorare per se stessi ma danno lavoro anche a moltissime altre famiglie, che ora si trovano in difficoltà e costrette a chiedere aiuto.

Per Vanessa Masè è importante che venga tutelato anche il futuro del territorio, che al momento non appare poi così limpido. Senza voler sminuire la portata della pandemia, il Consigliere ha evidenziato come sia importante poter dare anche una speranza alla popolazione, non solamente spaventarlo, soprattutto considerato il fatto di come il Trentino abbia saputo offrire vacanze tranquille e all’insegna di professionalità e responsabilità.

“Da noi la montagna è soprattutto presidio del territorio, mantenendo il rispetto di esso anche in ottica di innovazione e di competitività rispetto alle altre realtà dell’arco alpino. Perché questo non viene minimamente riconosciuto a livello centrale, anzi, ignorato a suon di DPCM? E a coloro che non condividono la mia analisi, mi sento di porre un unico ulteriore interrogativo: siamo davvero sicuri che questo sia il corretto punto di equilibrio tra emergenza sanitaria ed emergenza economica o se non sia il caso di chiedersi e chiedere quale ripartenza sarà mai possibile se azzeriamo le realtà economiche e produttive di un territorio” è stata la chiosa finale dell’esponente de “La Civica”.