Covid19. Vaccinarsi sì o no? Ecco quanti italiani vorrebbero (e quanti no)

Nonostante, da mesi, il vaccino sia indicato dalle autorità (sanitarie e non) come l’unico strumento valido in grado di aiutarci a debellare definitivamente il coronavirus, il popolo italiano sembra ancora molto scettico, con “solo” il 57% che ha dichiarato di voler usufruire del vaccino anti-covid. 

Questo è quanto emerge da un’analisi condotta, sul periodo 27 novembre – 3 dicembre) dell’EngageMinds HUB, il centro di ricerca dell’Università Cattolica di Cremona, che ha sondato l’opinione degli italiani anche in merito alla possibilità di vaccinarsi contro il coronavirus. 

Nello specifico il lavoro dell’EngageMinds HUB ha indicato come vi sia un alone di scetticismo piuttosto diffuso intorno al vaccino, non solo per via del 43% degli italiani intervistati che ha dichiarato di non essere sicuri di volersi vaccinare, ma anche per il fatto che molti italiani abbiano affermato di essere certi di non voler usufruire del vaccino (16%) e altri (31%) che hanno affermato di avere scarsa fiducia nella scienza

Questo sentimento sarebbe molto più radicato nella popolazione femminile e tra i giovani. Dato, quello inerente al mondo femminile, che stupisce considerato che solitamente sono le donne a farsi portavoce dei comportamenti responsabili e sulla prevenzione. 

Non solo, questa sfiducia è stata resa ancora più evidente dall’alta percentuale di chi pensa che il vaccino sia una manovra atta ad arricchire le cause farmaceutiche (33%) o da chi lo ritiene una manovra politica del Governo (23%). 

Tra chi ha aperto alla possibilità di farsi somministrare il vaccino invece, i più propensi risultano essere le persone con più di 60 anni, con una percentuale del 75%. 

Come riporta Repubblica, a commento di questi dati è intervenuta direttamente la direttrice dell‘EngageMinds HUB, la psicologa Guendalina Graffigna, asserendo: “(…)Sull’esitanza nei confronti della vaccinazione sono invece cruciali fattori soggettivi e psicologici. Andando a fondo con l’analisi abbiamo capito per esempio che chi si trova psicologicamente in uno stato di depressione esprime più dubbi verso la possibilità di vaccinarsi e che chi riporta sintomi ansiosi è più preoccupato che i nuovi vaccini non siano stati testati adeguatamente per via della velocità della sperimentazione”

Sebbene questo report evidenzi un netto miglioramento rispetto alla scorsa fine di settembre, quando la percentuale di NO sicuri al vaccino era del 20%, rimane preoccupante il numero di persone incerte.  

Se davvero l’unica strada per sconfiggere definitivamente il covid è quella della vaccinazione di massa, l’obiettivo sembra essere ancora piuttosto lontano.