Dopo 108 giorni, finalmente liberi i pescatori prigionieri in Libia.

“I nostri pescatori sono liberi. Fra poche ore potranno riabbracciare le proprie famiglie e i propri cari. Grazie all’Aise (la nostra intelligence esterna) e a tutto il corpo diplomatico che hanno lavorato per riportarli a casa”.

E’ iniziato così l’intervento con il quale il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha annunciato via Facebook la liberazione dell’equipaggio dei due pescherecci italiani che dallo scorso settembre erano “prigionieri” a Bengasi in Libia.

Luigi Di Maio, che insieme al Premier Giuseppe Conte si è recato direttamente in Libia per parlare con il generale Khalifa Belqasim Haftar, ha poi voluto ribadire come il Governo italiano continui a sostenere con risoluzione il processo di stabilizzazione libico. Specificando di aver espresso questo concesso anche direttamente al generale Haftar.

Sebbene la notizia sia stata accolta con estrema gioia ed entusiasmo da tutta la popolazione italiana, c’è ancora chi, pur riconoscendo che la liberazione degli equipaggi sia un evento da festeggiare, lamenta un certo ritardo delle operazioni da parte del Governo italiano.

Tra questi, spicca certamente il leader della Lega Matteo Salvini, che sempre attraverso il suo profilo ufficiale Facebook ha voluto esprimere i propri dubbi in merito alle tempistiche con cui è stata svolta l’operazione di salvataggio: “Oggi sono 108 giorni dal sequestro, con comodo…”. E ancora: “Pescatori finalmente liberi! Ora la notizia è ufficiale, la aspettavamo da 108 giorni. Un abbraccio alle famiglie e un ringraziamento alla nostra intelligence”.