Ciocca (Lega): “Il Governo riveda i numeri dei vaccini con una distribuzione regionale equa”

photocredit: angelociocca.eu

L’eurodeputato leghista Angelo Ciocca è intervenuto sul tema della distribuzione vaccinale, nell’ottica di contrastare l’emergenza Covid-19. La sua dichiarazione nella quale lamentava che la vaccinazione di un laziale per il Governo fosse più importante di quella di un lombardo ha destato scalpore, ma il Parlamentare europeo ha voluto chiarire la vicenda.

Nell’incapacità totale di questo Governo che non sa ancora quali misure adottare per Natale – scrive Ciocca in un comunicato – chiediamo che almeno vengano rivisiti i numeri del vaccino garantendo un numero di dosi che non crei disparità tra le Regioni. La mia riflessione era ed è volta a invitare il Governo a garantire un maggior equilibrio tra le Regioni italiane in fase di distribuzione, rispettando un concetto elementare ovvero il rapporto tra numero di abitanti e numero di vaccini“.

Da quanto emerge, infatti, sembra che il Governo abbia destinato una quota pari a 3.063 vaccini ogni 100.000 abitanti per la Regione Lazio, mentre “solo” 3.019 per la stessa quota di popolazione nella Lombardia. Disparità di trattamento resa evidente da due fattori: il primo è che la popolazione lombarda è quasi doppia rispetto a quella del Lazio, il secondo è che la Lombardia è stata anche la Regione più colpita dall’epidemia.

Non è pensabile – prosegue Ciocca – che il Lazio prenda più di tutte le altre regioni. La priorità vaccinale deve essere ovviamente garantita in prima istanza alle categorie più fragili e a tutti gli operatori sanitarie e delle Forze dell’Ordine, ma subito dopo dobbiamo assicurare una protezione ai lavoratori privati, non pensare di avvantaggiare l’apparato ministeriale“.

Non è giusto – conclude – che i lavoratori lombardi, che contribuiscono in modo sostanziale al PIL italiano, si vedano scavalcati perché qualcuno vuole dare priorità ai ministeri romani“. Il dubbio è che dietro questa decisione ci possa essere un disegno politico se non addirittura partitico, basti pensare alla lunga diatriba tra il Governo Conte e la Giunta regionale leghista lombarda, guidata da Attilio Fontana. Dubbio rafforzato dal fatto che il Presidente della Regione Lazio – ente che gestisce la sanità laziale – è Nicola Zingaretti, Segretario del Partito Democratico.