La farsa per Natale mentre Conte deve pensare a Renzi

La farsa continua. Aperto, chiuso, semiaperto, semichiuso, un po’ così, chiuso ma con aperture, aperto ma con chiusure. Ma quanto piace, ai dittatorelli, poter sfoggiare tutto il loro potere arbitrario, cancellando i diritti per sostituirli con privilegi da concedere a seconda dell’umore dei ministri? 

Per il lìder minimo ed i suoi scherani l’unico obiettivo è far annegare l’Italia nel mare della depressione. E l’incertezza è perfetta per lo scopo. I ristoranti che avevano appena riaperto, ordinando la merce e riportando al lavoro i dipendenti, ora potranno buttare il cibo e rimandare a casa cuochi e camerieri. Tanto sono soltanto sudditi, privi di diritti. 

Quando avranno finito di prendere in giro gli italiani, i ministri potrebbero persino degnarsi di provare ad immaginare il modo migliore per impiegare i 209 miliardi in arrivo dall’Europa. Perché non è per nulla sicuro che Ursula von der Leyen si entusiasmi all’idea che l’Italia sprechi i soldi per idiozie politicamente corrette, togliendo risorse alla sanità ed alla ripresa economica. 

Perché le boldrinate non serviranno a far crescere il Paese che dovrà ripagare gli immensi debiti. Ursula lo sa, la banda Conte evidentemente no. Ed è anche su questo che Renzi gioca la sua partita. Vuole partecipare alla gestione dei 209 miliardi, ma non vuole che la sua immagine sia rovinata dalle boiate previste sino ad ora. Poi il Matteo toscano ci ha messo il carico del Mes, dei servizi segreti, della assoluta necessità di mandare a casa un cospicuo numero di ministri inadeguati. 

Da qui alla Befana gli stati maggiori di Pd, 5 Stelle e Italia Viva si dedicheranno al suq. Conte concederà ogni giorno qualcosa in più, pur di restare attaccato alla poltrona. I pentastellati, che hanno già rinnegato quasi tutto il loro programma, possono pure cedere sul Mes. Il Pd deve fare la sceneggiata sul ruolo della politica esautorata dai tecnici per la gestione del bottino, ma in realtà non c’è nessuna preoccupazione poiché la stragrande maggioranza dei tecnici e dei boiardi di Stato fanno capo al Pd. E Renzi sa che un eventuale voto anticipato lo condannerebbe all’estinzione. 

Però Pd e Renzi sono perfettamente consapevoli che l’attuale squadra dei ministri è di una pochezza imbarazzante. Non si può pensare al rilancio del Paese con De Micheli e Patuanelli, con Azzolina e Catalfo. Ma l’elenco è lunghissimo e, dunque, non mancano i ministri sacrificabili per accontentare Renzi e fargli digerire ciò che Conte non è disponibile a cedere.