L’inflazione “negativa” della signora Lagarde (BCE), tasso di disoccupazione e cambio dell’Euro

Tre giorni orsono l’EUROSTAT ci ha informati che ormai da quattro mesi consecutivi si registra all’interno dell’eurozona (UEM) un tasso di inflazione negativa pari al -0,3%.La gentile Signora Lagarde, Presidente BCE, il 29 ottobre scorso durante la consueta conferenza stampa del giovedì sera dopo la riunione del Direttivo della BCE sottolineava e spiegava che il dato della riduzione dell’inflazione non doveva essere considerato come deflazione ma semplicemente “inflazione negativa” adducendo la giustificazione che la riduzione risentiva di “elementi one off”.Disquisizione molto tecnica (volutamente non l’affronterò, anche se meriterebbe) sfortunatamente (dimenticanza?) alla dichiarazione NON seguì un minimo commento sugli effetti sociali ed economici dell’inflazione negativa.

Nel post del 30 ottobre (chi volesse può controllare) scrissi che si trattava di deflazione e non di inflazione negativa per cui credo sia necessario esaminare gli effetti di questa ammessa e per chi scrive non concessa inflazione negativa.Consideriamo a solo titolo di ipotesi che veramente si tratti di inflazione negativa.

Quali gli effetti sulla disoccupazione? In questo caso occorre riferirsi alla Curva di Phillips che come sappiamo correla il tasso di disoccupazione al tasso di inflazione.Al punto Phillips ci insegna che per avere una disinflazione cioè una inflazione negativa come da commento della Signora Lagarde, occorre necessariamente avere un tasso di disoccupazione superiore al tasso di disoccupazione naturale.Questo significa che anche ammesso si tratti di disinflazione questo comporterà nell’immediato futuro (anno 2021) un tasso di disoccupazione superiore alla disoccupazione naturale.La disoccupazione a sua volta è strettamente legata al livello dei salari/stipendi che in presenza di disinflazione non potranno aumentare.Non aumentando salari/stipendi, la domanda interna sarà ancora più compressa portando il sistema in una spirale devastante per la società e l’economia.

Che cosa potrebbe fare (se lo volesse) la Signora Lagarde per uscire da questo gorgo vizioso?Certamente NON potrebbe influire sulla politica dei salari, non è compito della BCE ma bensì compito dei singoli Stati nazione decidere il livello dei salari e stipendi.

La BCE può agire, se lo volesse, sui cambi internazionali dell’euro.Potrebbe operare nel mercato aperto dei cambi vendendo euro contro altre divise, dollaro USA in primo luogo, svalutando la (supposta) moneta unica e modificare così il corrente cambio di 1,2246 dollari per un euro e raggiungere un livello più consono per le esigenze sociali ed economiche dell’eurozona in area 1,10 – 1,05.Questo darebbe ossigeno alle esportazioni dell’eurozona, incrementerebbe la domanda interna di beni e servizi con benefico effetto sui salari e stipendi dando così una positiva spinta per l’uscita dall’inflazione negativa.

Quanto sopra potrebbe farlo uno Stato un qualsiasi Stato sovrano?Certamente si, occorrerebbe la sovranità monetaria cui l’Italia ha da tempo rinunciato.La disoccupazione è un fattore ineludibile?Certamente no, è semplicemente una scelta politica attualmente demandata alla BCE.La Signora Lagarde è giudice inappellabile del destino sociale ed economico di tutti i Paesi aderenti all’eurozona.