Economia. Kim Yong-un ora fa ammenda: “abbiamo fallito”

Kim Yong-un, guida suprema della Repubblica Popolare Democratica di Corea, è tornato prepotentemente a far parlare di sè. Questa volta però non c’entrano armi nucleari, presunte morti o i modi dittatoriali con cui amministra il suo paese, bensì a far notizia è l’autocritica con la quale il leader nordcoreano ha ammesso il fallimento della sua politica economica.

Kim Yong-un, che solamente pochi mesi fa era stato al centro di un giallo sulla sua presunta morte (ricomparendo poi a sorpresa in salute e per nulla intenzionato a lasciare la guida della Corea del Nord), tenendo il discorso d’apertura del grande congresso del Partito dei lavoratori nordcoreano, ha ammesso di aver fallito, chiarendo come il piano economico quinquennale partito nel 2016 sia fallito “in larga misura” e “in quasi tutte le aree del paese”.

Questa non è la prima volta che il leader nordcoreano ammette di aver fallito, già lo scorso ottobre infatti, Kim Yong-un, aveva fatto pubblica ammenda scusandosi con la popolazione per aver disatteso le aspettative.

Nei fatti, anche a causa del Covid, la Corea del Nord sta vivendo un momento molto delicato con il P.I.L. che ha registrato una contrazione superiore al 9% rispetto all’anno scorso a cui si aggiungono le problematiche legate alla recessione globale e quelle relative alle sanzioni internazionali.

In questo contesto, la Corea del Nord si appresta a dare il via ad un nuovo piano quinquennale che, oltre alle problematiche sopracitate, vedrà il paese costretto a fare i conti con il cambio di guida al vertice degli U.S.A. con Joe Biden che, diversamente dal suo predecessore Trump, ha più volte definito lo stesso Kim Jong-un, “delinquente”.