Varianti Covid-19. Il viceministro Sileri tranquillizza: “Non dobbiamo preoccuparci, ma serviranno più regole per impedirne la diffusione”

Mentre il Covid-19 continua (putrtoppo) a correre lungo tutta la penisola italiana, il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri (M5S), è intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus, per parlare, tra le varie, della situazione italiana rispetto al virus e alla copertura vaccinale

Il viceministro ha iniziato il suo intervento, parlando delle varianti del Covid-19 comparse in Gran Bretagna ed in Sudafrica: “Non dobbiamo preoccuparci. E’ chiaro che varianti ce ne sono e se ne troveranno anche altre. Quella che sta creando maggiori problemi è la variante inglese che non è più aggressiva, ma più contagiosa. Se la contagiosità è maggiore serviranno più regole per impedirne la diffusione. La cosa confortante è che sembra che i vaccini ci difendano anche da queste varianti. L’efficacia del vaccino, ma soprattutto la modernità di questo vaccino è tale che, se anche il virus dovesse modificarsi, gli scienziati saranno in grado di modificare i vaccini in tempi rapidi. Dobbiamo però avere quanti più vaccini disponibili a livello globale, prima avremo l’ok a tutti i vaccini e prima inizierà una vaccinazione su larga parte della popolazione. Dobbiamo raggiungere l’immunità di gregge il prima possibile”.

Proseguendo, Pierpaolo Sileri ha parlato anche dei presunti ritardi sul piano vaccinazioni, affermando: “Si parlava di ritardi nelle vaccinazioni, ma io ho sempre pensato che dopo il 7 si sarebbero fatte 60-70mila dosi al giorno. Al momento non si può fare di più perché i vaccini non ci sono, questo vale per tutto il mondo, stiamo attendendo l’ok agli altri vaccini. I primi che rischiano di infettarsi sono gli operatori sanitari, per questo si è cominciato da loro. Il virus uccide i fragili e quindi le prime dosi vanno riservate anche agli anziani negli rsa. Poi ci sono le altre categorie: insegnanti, badanti, i familiari che accudiscono un anziano. Ma serve un cospicuo aumento delle dosi per procedere con gli altri rapidamente. Quando avremo l’ok da Astrazeneca avremo un grosso quantitativo di dosi”.

Non solo, il viceministro alla Salute ha poi commentato le affermazioni della Fondazione Gimbe (che ha affermato che, se non arriverà il vaccino di Astrazeneca entro marzo, sarà possibile vaccinare solo il 5% della popolazione), specificando: “Quelli della fondazione Gimbe sono timori che è giusto che ci siano, anche perché stiamo facendo i conti senza avere l’ok agli altri vaccini. Se Astrazeneca avrà un ok definitivo alla fine di gennaio tutto slitterà di un mese, altrimenti slitterà di più. Non è un problema dell’Italia, è un problema di tutti i Paesi che aspettano quanti più vaccini possibili sicuri, efficaci e disponibili”.

Infine, prima di concludere, Pierpaolo Sileri è tornato sulle critiche mosse ad alcuni funzionari del Ministero, chiarendo: “Una cosa funziona quando hai senso dello Stato, missione verso il prossimo, e allora all’interno dei Ministeri ci sono delle eccellenze vere e quindi le cose funzionano, ma ci sono anche delle cose che non funzionano bene e vanno migliorate. E’ come un orologio, può avere ingranaggi perfetti, ma se 2 ingranaggi non funzionano bene ne risente tutto l’orologio. La maratona si vince con resistenza e con una certa velocità di passo, queste sono cose che puoi garantire se hai una macchina efficiente. Da cittadino non posso dire che va tutto bene se non è così. La mia è una critica costruttiva, non voglio che venga vista in altro modo. Chi non è in grado, chi non si sente di portare avanti questa missione, chi magari è stato messo lì per raccomandazione, dovrebbe fare un passo di lato”.