Crisi di Governo. Conte parla alla Camera: “mostrato sempre grande responsabilità”

Conte

“All’inizio di questa esperienza di governo, nel 2019, prefigurai un chiaro progetto politico per il Paese. Precisai che il programma non poteva risolversi in una mera elencazione di proposte eterogenee o una sterile sommatoria delle posizioni delle forze di maggioranza. Un’alleanza tra formazioni provenienti da storie, esperienze, culture di diversa estrazione e che in passato si erano confrontate con asprezza, poteva nascere solo su due discriminanti. Il convinto ancoraggio ai valori costituzionali e la solida vocazione europeista del Paese”

È iniziato così l’intervento con il quale, il Premier Giuseppe Conte, è intervenuto alla Camera dei Deputati chiedendo la fiducia dopo le polemiche innescate dalla “querelle” con il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha portato alle dimissioni dei Ministri Bellanova e Bonetti aprendo le porte alla “crisi di Governo”

Giuseppe Conte ha poi proseguito, ricordando come sin dagli albori si sia impegnato attivamente per portare all’Italia la prospettiva di un quadro politico riformatore, ampio e coraggioso. Così da poter iniziare una nuova stagione riformatrice con cardini quali. sostenibilità, coesione sociale e territoriale e pieno sviluppo della persona. 

Il premier, ha poi parlato dell’impegno della maggioranza in questi lunghi e difficili mesi caratterizzati dal Covid e dalla crisi economico-sanitaria, affermando: “questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo convergenza di vedute, risolutezza di azione anche nei momenti più difficili. Agli inizi 2020 il progetto del governo si è dovuto misurare con la pandemia che ha sconvolto in profondità la società e la dinamica stessa delle nostre relazioni. Affrontiamo una sfida di portata epocale, si vivono paure primordiali, più spesso conosciute da generazioni del passato. Torniamo a sentirci profondamente fragili, alcune certezze radicate sono state poste in discussione. Ci siamo misurati quotidianamente come mai in passato con scienza e tecniche, con la difficoltà a fornire risposte efficaci e rapide. Primi in occidente siamo stati costretti a introdurre misure restrittive dei diritti della persona, operando delicatissimi bilanciamenti dei principi costituzionali”

In un altro passo chiave del suo discorso, il Presidente del Consiglio ha ribadito come il Governo abbia sempre lavorato con il massimo rigore e sia sempre stato attento anche ai delicati bilanciamenti, anche in relazione alla Costituzione. Aggiungendo come, il fatto che oggi possa parlare a testa alta, sia dovuto principalmente alla consapevolezza di aver lavorato sempre, con tutte le forze, per il bene dell’Italia e della sua cittadinanza

Conte ha speso anche un plauso alle forze di opposizione, ritenendo fondamentale il loro senso di responsabilità che ha contribuito ad affrontare momenti critici della nazione. Aggiungendo come alcune delle proposte avanzate, siano anche state accolte dalla maggioranza. 

Infine, parlando della Crisi di Governo, il Premier ha usato parole decise, commentando: “Questa crisi ha provocato profondo sgomento nel Paese, rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere. Diciamolo con franchezza, non si può cancellare quello che è accaduto. Nonostante ci sia stato un chiaro contributo al miglioramento della bozza originaria del Recovery plan c’è stata un’astensione motivata principalmente per il fatto che la bozza non contempla le risorse del Mes, che però nulla ha a che vedere con il Recovery fund. Il Recovery Plan italiano sarà un piano largamente condiviso, uno sforzo collettivo di cui andare fieri. Il Paese merita un governo coeso, ora si volta pagina”. 

Qualche ora prima dell’intervento di Conte, anche Matteo Renzi, considerato dai più il colpevole di questa crisi, era intervenuto per fornire (ancora una volta) la sua versione dei fatti sulla vicenda, affermando: “Piano piano, trasmissione dopo trasmissione, giorno dopo giorno, la verità inizia a venire fuori. Si capisce che il Recovery Plan ancora non va. Cresce la preoccupazione per una maggioranza raccogliticcia e senza respiro. Si avverte come chiediamo da mesi l’esigenza di un progetto Paese. Il posizionamento del Pd di questi giorni – molto, molto, molto vicino ai Cinque Stelle – è un fatto nuovo davvero rilevante per il futuro della politica italiana. Dico grazie a chi in Italia Viva sta resistendo a ogni forma di pressione. E dico grazie a chi ci sta aiutando con l’iscrizione, con il sostegno economico, con la presenza sul territorio e nei social”.