Crisi di Governo, il mistero si infittisce: tra Fico Premier, Paragone e il ritardo nei vaccini

La crisi di Governo aperta da Matteo Renzi nelle scorse settimane continua a monopolizzare i media e a interessare l’opinione pubblica. Se nelle prime ore successive alle dimissioni di Giuseppe Conte si era paventata la possibilità di un Governo Conte III con una nuova maggioranza che andasse a integrare l’alleanza tra PD, LeU e il M5S, adesso le cose sembrano assumere una piega diversa.

A Radio Cusano Campus è infatti intervenuto Bruno Astorre, tra i fedelissimi di Zingaretti in quanto Segretario dei dem nel Lazio. “Se Renzi voleva migliorare la casa non doveva distruggerla, la sua è una rottura personale più che politica” ha affermato il Senatore. “A novembre abbiamo posto il tema del miglioramento del Recovery Plan come imprescindibile, se poi tu ti arrocchi sul MES sapendo che non c’è una maggioranza in Parlamento è chiaro che diventa un punto di rottura preordinata. Speriamo che adesso Renzi stia nel merito dei problemi, io credo che dobbiamo ricostruire l’alleanza di Governo, naturalmente non è facile perché lui ha additato Conte come un vulnus della democrazia“.

Astorre ha poi rilasciato una dichiarazione tanto sibillina quanto interessante riguardo il nuovo gruppo parlamentare Europeisti, che farebbe da “spalla” al Conte Ter: “Più che una sostituzione di Italia Viva con gli Europeisti, penso ad un allargamento della maggioranza di Governo. Il rischio elezioni potrebbe essere imminente se tutti non usano buonsenso e antepongono l’interesse del loro partito a quello del Paese“.

Gli “Europeisti” al momento comprendono MAIE e Centro Democratico, la formazione di Bruno Tabacci che in passato diede il proprio apporto a +Europa per presentare la lista senza raccogliere le firme. Ne sono rimasti fuori, invece, i due partiti che più di tutti sembravano veramente europeisti, ovvero la stessa formazione di Emma Bonino e Azione di Carlo Calenda. Loro hanno subito dichiarato l’impossibilità di avviare trattative con il Movimento 5 Stelle, che dunque ha ripiegato su altre formazioni. Ma dalla “pesca miracolosa” in cerca di voti che portino alla maggioranza, qualcuno è rimasto escluso.

Tutti mi schifano, credo di essere l’unico parlamentare del Gruppo Misto che non ha ricevuto alcuna chiamata” sostiene Gianluigi Paragone, leader di ItalExit. “Mario Giarrusso e Carlo Martelli, che compongono ItalExit insieme a me, sono stati contattati più volte e uno dei miei ancora oggi è costretto a parlare con un importante governativo, ex-capo politico del M5S, che lo sta pregando per trovare un’intesa“. Il riferimento a Luigi Di Maio è abbastanza palese.

Neanche mi hanno chiamato, perché sapevano che gli avrei detto di no in ogni caso. Almeno questi inciucioni hanno avuto la decenza di rispettare la mia dignità. Fino a poco tempo fa quelli del M5S raccoglievano le firme per uscire all’Euro, nelle settimane scorse hanno definitivamente chiuso il sito Fuori dall’euro e hanno chiuso il dominio, si vergognano della loro storia” attacca il giornalista, che rincara la dose: “Sono passati da Gianroberto Casaleggio a Bruno Tabacci, da Dario Fo a Mario Monti“.

Sul futuro del Governo, Paragone è chiaro: “Renzi alla fine entrerà in maggioranza e darà le carte perché il pallottoliere al Senato finora ha acquisito solo Vitali come volto nuovo – Vitali stesso in serata ha ritrattato, affermando che resterà in Forza Italia, ndr – Molto probabilmente Conte se ne andrà a casa, se anche dovesse riuscire nella sua operazione sarà un perdente perché dopo aver attaccato Renzi in Parlamento sarebbe costretto a riaccoglierlo in maggioranza. Di Battista dovrà farsene una ragione, a meno che non dica ai suoi di uscire dal Movimento“.

Alla luce delle dichiarazioni di Paragone, si profila uno scenario ancora nuovo, confermato da alcune speculazioni interne ai palazzi romani: Renzi rientrerebbe in maggioranza insieme al PD, ai 5 Stelle e a LeU, chiedendo però di sostituire Giuseppe Conte con Roberto Fico. Questo aprirebbe una nuova partita elettorale, tutta interna alla maggioranza, riguardo il nuovo Presidente della Camera, che potrebbe diventare o un esponente del PD oppure la sempreverde Maria Elena Boschi.

Il Governo Fico però – a dispetto del nome – si troverebbe subito impegnato in una difficile ma decisiva battaglia, legata alla somministrazione dei vaccini. “Mentre per gli scienziati è abbastanza chiaro l’intoppo che può esserci in un’industria che deve produrre milioni di vaccini, può essere meno chiaro per la popolazione. Tutto diventerebbe più chiaro e trasparente con una comunicazione globale migliore, facendo sì che notizie e pensieri strani non possano nascere” sostiene Pierpaolo Sileri, attuale Viceministro della Salute in quota M5S. “Più trasparenza c’è e meglio è per tutti, io pubblicherei i contratti“.

Tra gestione dell’epidemia, consegna dei vaccini, crisi di Governo, trattative coi renziani e liti interne al Movimento 5 Stelle, la situazione si sta facendo incandescente e sarà difficile tanto per Conte, quanto per Fico o per chiunque altro prenda la palla al balzo gestire la situazione. A meno che Mattarella non decida di tornare alle urne, lasciando decidere agli italiani sulla base di un chiaro programma sanitario ed economico chi debba assumersi tale responsabilità.