Mattarella vuole il Conte ter

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Il lìder minimo marcia sicuro verso il suo terzo governo. Mattarella non lo ha rispedito a casa a calci nel fondoschiena, dunque il presidente del consiglio uscito, uscente e rientrante avrà qualche giorno di tempo per acquistare al suk i senatori che gli servono. Il contenitore è pronto: il movimento degli italiani all’estero che, in mancanza di meglio, ospiterà tutti coloro che sono disposti a vendersi per una poltrona di governo, sottogoverno e affini. Una presidenza in qualche ente non si nega a nessuno. Seguita, ovviamente, dai doverosi finanziamenti 
 

Spettacolo indecente per un Paese indecente. E Mattarella muto. Il saggio Mattarella, come lo ha definito l’opposizione. 
Più senatori si collocano sui banchi del suk e meno determinante diventa la squadra di Renzi. Che andrà comunque imbarcato nel governo, se si vuole sopravvivere. Dunque dovranno sparire i “mai più” pronunciati da piddini e pentastellati. Si sacrificherà qualche pessimo ministro – c’è sovrabbondanza di pessimi – e si troveranno le poltrone per centristi/volenterosi, per centristi/responsabili, per centristi/costruttori. Oltre alle poltrone per Maria Elena Boschi ed altri renziani. Per le competenze ripassare al prossimo giro. 

Così, per imposizione delle mani di Mattarella, il governo degli Incapaci si trasformerà nel governo dell’Efficienza. Con gli stessi ministri di prima e con l’aggiunta di qualche altro miracolato senza arte né parte. Tanto per offrire all’Europa un’immagine di dignità ed onestà intellettuale. 

La nuova ciurma dovrà traghettare l’Italia dalla povertà alla disperazione, ma facendo credere che andrà tutto bene, ovviamente. E pazienza se qualche bambino, chiuso in casa per accontentare le spie da balcone, si uccide. Bisogna tutelare l’immortalità dei vigliacchi. Ma poiché i debiti per mantenere chi è barricato in casa andranno pagati, la patrimoniale e le nuove tasse potrebbero essere destinate solo a chi ha cantato dai balconi, a chi ha denunciato i vicini che uscivano di casa, a chi ha difeso i divieti di andare a camminare in montagna o su una spiaggia.