Alto Adige in zona rosso scuro, Kompatscher non ci sta: “Chi fa tanti test è penalizzato”

Nell’ultima classificazione regionale proposta dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’Alto Adige è risultato essere in zona “rosso scuro“, evidenziando quindi una maggior rapidità nella diffusione del contagio da Covid-19 all’interno della Provincia Autonoma di Bolzano. Questo avviene però in un momento cruciale per l’area: fra pochi giorni, infatti, avrà il via libera la stagione sciistica e mentre il Sudtirolo vivrà limitazioni ancor più stringenti, in Trentino vige la zona gialla e l’indice Rt della Provincia Autonoma di Trento è il più basso d’Italia. E il problema non è solo in Italia: anche l’Austria, dove giorni fa è stato introdotto anche l’obbligo della mascherina FFP2, è in zona europea “arancione”, con un rischio quindi inferiore rispetto all’Alto Adige.

Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha però evidenziato alcune criticità nei criteri che portano al disegno di questa “cartina”. Nel corso di un’intervista rilasciata alla TotalEu Production a margine di un dibattito sull’iniziativa cittadina, uno strumento dell’Unione Europea per ottenere il riconoscimento di istanze nate direttamente “dal basso”, il Presidente provinciale in quota Sudtiroler Volkspartei ha espresso anche i suoi dubbi rassicurando però sulle misure che verranno adottate per combattere la “variante inglese” in Alto Adige.

Di seguito l’intervista: