Papa Francesco sostiene i ProVita: “Il futuro è in pericolo, fiorisca una primavera di nascite”

Si sta facendo sempre più acceso lo scontro tra chi sostiene il diritto all’aborto e i ProVita che invece vorrebbero limitare al minimo la possibilità di accedere all’interruzione di gravidanza, ritenendo tale gesto equiparabile di fatto a un omicidio. Il dibattito, iniziato già nel 1978 e resosi più acuto negli ultimi anni con l’eliminazione nei consultori di alcune regioni – da ultime l’Umbria e le Marche – della pillola RU486, un farmaco abortivo che in 15 regioni italiane viene somministrato solo previo ricovero ospedaliero di almeno tre giorni.

Su questo terreno sono intervenuti numerosi giornalisti, intellettuali, politici ma soprattutto medici, portando – ciascuno a modo suo – posizioni a sostegno dell’una o dell’altra posizione. Nella giornata di ieri è intervenuto anche il Papa. Il 7 febbraio, infatti, è la Giornata in difesa della vita della Chiesa cattolica e Papa Francesco ha ritenuto opportuno sottolineare la posizione della Chiesa.

Questo è l’inverno demografico italiano, il futuro è in pericolo” ha affermato il Pontefice nel corso dell’Angelus, sottolineando un problema di fondo acuito peraltro dalla pandemia: nonostante i molti mesi in lockdown, infatti, l’Istat ha già avvertito che probabilmente per il 2020 si registrerà il minimo storico delle nascite da quando si è completata, con la presa di Roma del 1870, l’Unità d’Italia. E nel 2021, secondo le stime, non dovrebbe essere da meno.

Cerchiamo di fare in modo che questo inverno finisca e fiorisca una nuova primavera di bambini e di bambine. Mi unisco ai vescovi italiani nella preghiera” ha continuato il Pontefice, dando poi il suo sostegno alla causa ProVita: “La libertà è un grande dono che ci è dato per raggiungere il bene proprio e degli altri, a partire da quello della vita. La vita va aiutata in tutti i suoi attimi e in ogni sua fase, fin dal concepimento“. Non un attacco all’aborto, ma un appello affinché la soluzione al cosiddetto “inverno demografico” non sia solo una mera accoglienza. Perché però questa primavera fiorisca, bisogna considerare che l’età media in cui si diventa madri, secondo i dati ISTAT del 2019, è 31 anni e che il tasso di disoccupazione della fascia 18-29 anni è in crescita costante.