Governo Draghi: lo “Psiconano” trionfa sul M5S e su Grillo

Alla fine vale sempre il proverbio che la vendetta va sempre servita fredda e con la formazione del Governo Draghi si può tranquillamente ritenere questa frase come un motto di Silvio Berlusconi, colui che veniva definito da Beppe Grillo e dal Movimento 5 stelle con il soprannome di “psiconano” o da una certo mondo culturale e giornalistico con il termine “Caimano”. Nei fatti il male assoluto per un certo elettorato che vedeva in lui e nei suoi uomini il “male assoluto” dell’Italia.

Oggi è quindi il giorno del suo ultimo grande trionfo: esser riuscito ad annullare tutto ciò che è stato il MoVimento. Del resto non c’è da stupirsi dato che è stato proprio Berlusconi nel 1994 a rivoluzionare il sistema politico italiano con la creazione di Forza Italia, ma più in generale del sistema che si caratterizza sull’alternanza tra partiti al Governo.

La decisione di sostenere subito il governo Draghi, governo che comunque rispecchia in parte lo spirito e le idee di Forza Italia, è un’abile manovra politica che – passando per Renzi – rappresenta una rivincita di una certa politica nei confronti di chi la osteggiava. La dimostrazione finale è stata il modo con cui Mario Draghi ha presentato il suo governo. Subito citati i ministri di Forza Italia, subito a delineare che il Governo è nato per merito degli sforzi compiuti proprio dal Partito di Silvio Berlusconi e che avrà delle caratteristiche ben precise.

I Cinque stelle in silenzio hanno accettato di governare con Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini e soprattutto con Mara Carfagna, tre nemici giurati di un certo mondo che si illudeva di mandarli a casa votando il M5S.

In questo contesto passa così in secondo piano il fatto che il M5S è ritornato al Governo con la Lega, riducendo il Governo Conte II a una fase politica nata allo solo scopo di nominare Paolo Gentiloni alla Commissione europea o per i banchi a rotelle.

Ritornando al vero trionfatore in occasione della nascita del Governo Draghi è da ricordare anche il fatto che Berlusconi è stato un attore fondamentale della politica di quest’ultimo decennio, basti pensare al Patto del Nazareno, criticato proprio da quei cinque stelle che urlavano nelle piazze “mai con il PD e mai con Forza Italia”. Eppure in tutto questo contesto vi è un solo rammarico: il fatto che Berlusconi non abbia 20 anni in meno perché tutto sarebbe un’altra storia.

Ora è tempo che Berlusconi diventi senatore a vita o Presidente della Repubblica.