Covid. Dopo Ricciardi anche Crisanti spinge per il lockdown: “Siamo nei guai. Zone rosse troppo morbide, serve lockdown stile Codogno”

WALTER RICCIARD

A poche ore dallo stop (quasi definitivo) della stagione sciistica voluto dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, e dalle dichiarazioni allarmanti di Walter Ricciardi, ad aumentare la preoccupazione degli italiani sulle sorti del paese e della pandemia di Covid-19, è arrivato anche l’intervento del noto virologo, Andrea Crisanti

Crisanti che nelle prime fasi della pandemia, come consulente di Luca Zaia in Veneto era divenuto famoso per essere stato uno dei primi ad individuare la contagiosità degli infetti asintomatici e a far effettuare i tamponi anche su di loro, si è allineato al pensiero di Walter Ricciardi invitando il Governo a inasprire ancor di più le misure restrittive. 

Secondo il virologo infatti, le zone rosse non sarebbero più sufficienti per contrastare la circolazione del virus aggiungendo come sarebbe stato necessario fare un lockdown duro a dicembre e come ora, l’unica soluzione, sia un altro lockdown duro per evitare che le tanto temute varianti covid possano avere effetti devastanti come già accaduto in altri paesi europei. 

“Va chiuso tutto e va lanciato un programma nazionale di monitoraggio delle varianti. Dove si trovano le varianti brasiliana e sudafricana servono lockdown stile Codogno, non le zone rosse che sono troppo morbide’. Gli sviluppi dipenderanno dalla dinamica del contagio, ma se va come all’estero ci sarà un’impennata importante a fine febbraio” ha rincarato Crisanti. 

Non solo, uno dei pericoli maggiori secondo il virologo sarebbe quello di sottovalutare la diffusione della variante inglese sul suolo italiano. Circolazione che, se non fermata, potrebbe aumentare il rischio che si formino ulteriori varianti che potrebbero poi risultare resistenti ai vaccini. 

Infine, concludendo il suo intervento, Crisanti si è detto contento della riconferma di Roberto Speranza come Ministro della Salute, invitando però chi lo consiglia, come i tecnici del Ministero della Salute e il Comitato Tecnico Scientifico, a cambiare approccio, così da non dover più rincorrere il virus ma, per una volta, anticiparlo