Covid. Nel 2020 un milione di persone in più in povertà assoluta. E’ il peggior risultato dal 2005

L’Istituto Italiano di Statistica (ISTAT) ha diffuso oggi le stime preliminari della povertà assoluta per l’anno 2020 insieme alle stime preliminari delle spese per consumi delle famiglie che costituiscono la base informativa per gli indicatori di povertà assoluta.

Nonostante questi valori siano ancora relativi, con le stime definitive che saranno rese disponibili il prossimo giugno 2021, hanno però evidenziato un quadro chiaro delle conseguenze che la grave crisi economica prodotta dalla pandemia e dall’emergenza sanitaria ha determinato sulle condizioni di vita delle famiglie nell’anno appena passato.

A preoccupare maggiormente sono i valori relativi alla povertà assoluta tornati a crescere e che hanno raggiunto i valori più alti dal 2005. Le stime preliminari del 2020 hanno infatti evidenziato come i valori dell’incidenza di povertà assoluta siano in crescita tanto in termini familiari (da 6,4% del 2019 al 7,7%), con oltre 2 milioni di famiglie, quanto in termini di individui (dal 7,7% al 9,4%) che si attestano a 5,6 milioni.

Se il 2019 aveva segnalato alcuni miglioramenti, questi dati evidenziano come la pandemia li abbia azzerati, dopo quattro anni consecutivi di aumento, si erano infatti ridotti in misura significativa il numero e la quota di famiglie (e di individui) in povertà assoluta, pur rimanendo su valori molto superiori a quelli precedenti la crisi avviatasi nel 2008, quando l’incidenza della povertà assoluta familiare era inferiore al 4% e quella individuale era intorno al 3%. Pertanto, secondo le stime preliminari del 2020 la povertà assoluta raggiunge, in Italia, i valori più elevati dal 2005 (ossia da quando è disponibile la serie storica per questo indicatore).

Il valore dell’intensità della povertà assoluta, cioè la distanza media dei consumi delle famiglie dalla soglia di povertà, ha subìto invece una riduzione (dal 20,3% al 18,7%). Tale dinamica segnala come molte famiglie, che nel 2020 sono scivolate sotto la soglia di povertà, hanno comunque mantenuto una spesa per consumi prossima ad essa, grazie anche alle misure messe in campo dal Governo a sostegno dei cittadini (reddito di cittadinanza, reddito di emergenza, ecc.).

Nel 2020, il Nord conta oltre 218mila famiglie in più in condizioni di povertà assoluta rispetto all’anno precedente (più di 720mila individui), con un’incidenza che passa dal 5,8% al 7,6% a livello familiare e dal 6,8% al 9,4% in termini di individui. Nel Mezzogiorno, dove le persone povere crescono di quasi 186mila unità, si confermano le incidenze di povertà più elevate: il 9,3% per le famiglie (dall’8,6% dell’anno precedente) e l’11,1% per gli individui (dal 10,1%). Nel Centro, infine, sono in povertà quasi 53mila famiglie e circa 128mila individui in più rispetto al 2019. Questa ripartizione presenta il valore più basso della povertà assoluta, ma anche in questa area del Paese, seppur in misura meno rilevante, l’incidenza aumenta sia tra le famiglie (da 4,5% a 5,5%) che tra gli individui (dal 5,6% al 6,7%).

(Fonte: Comunicato stampa ISTAT)