Covid, dalla Cina il primo passaporto vaccinale del mondo

La lotta al Covid passa inscindibilmente dalle campagne di vaccinazione che in tutto il mondo proseguono senza sosta, anche se con molte polemiche come quelle che stanno interessando l’Unione Europea e la Commissione von der Leyen. Altro elemento generatore di polemiche è stata l’ipotesi, paventata da più parti, di predisporre un passaporto vaccinale, per consentire limitate riaperture dei luoghi pubblici o dei viaggi internazionali in totale sicurezza alle persone che hanno ricevuto il vaccino.

I novax si oppongono a questa decisione, ritenendo che si tratti di una tacita imposizione del vaccino limitando la libertà di scelta che invece dovrebbe essere garantita. Ma gli elementi di criticità riguardano anche la gestione della somministrazione dei vaccini, che renderebbe “libere” categorie che nei fatti difficilmente potrebbero affrontare spostamenti intercontinentali, come gli over 80, o che sarebbero troppo pochi perché ci siano delle vere riaperture.

Sul passaporto vaccinale, però, c’è un Paese che non ha avuto dubbi. La notizia di oggi è che la Cina lo avrebbe già messo in cantiere, rilasciando un certificato vaccinale che dimostri lo status della persona, accessibile attraverso WeChat, il principale social network cinese.

Questo provvedimento sarebbe stato preso per aiutare a promuovere la ripresa economica mondiale, facilitando i viaggi oltre frontiera, si legge dalle fonti cinesi. Attualmente il documento è anche cartaceo e disponibile per i soli cittadini cinesi, mentre non ci sono indicazioni per i cittadini stranieri residenti sul suolo cinese.

Al momento, la Cina risulta essere il secondo paese del mondo per dosi somministrate, con 52 milioni contro i 90 milioni degli Stati Uniti. Cifre impressionanti, se si considera che il primo paese dell’Unione Europea per vaccini somministrati è la Germania, con appena 7 milioni di dosi, superata da Regno Unito, India, Brasile, Turchia e Israele. Lo Stato mediorientale è inoltre il primo Paese del mondo per percentuale di popolazione con vaccinazione completa, col 41,2% degli israeliani che è ormai immune al Covid.