AstraZeneca. Per il genetista Novelli “è il Covid che può dare problemi di coagulazione, non certo il vaccino”

Free picture (Vaccine) from https://torange.biz/vaccine-18876

ll Prof. Giuseppe Novelli, Docente di Genetica Medica all’Università di Roma Tor Vergata e all’Università del Nevada negli Stati Uniti, è intervenuto nel corso del programma “Genetica Oggi” su Radio Cusano Campus per parlare del vaccino e dei suoi possibili rischi.

Novelli ha iniziato il suo intervento parlando del caso AstraZeneca e delle perplessità sorte intorno al suo vaccino anti Covid-19, affermando: “Al 10 marzo, sono stati segnalati 30 eventi trombo-embolici su 5 milioni di persone vaccinate con Astrazeneca in Europa, quindi parliamo di 30 casi su 5 milioni. I numeri sono numeri. Non esiste un nesso diretto se i numeri sono questi perché non c’è nessun rischio di coagulo legato al vaccino, ma è più probabile che qualcuno abbia questo rischio aumentato se prende il covid. I casi di malati di covid che hanno avuto problemi di coagulazione sono quasi il doppio rispetto alla popolazione generale. La malattia covid ti fa venire questo problema, non certo il vaccino. In Italia ci sono 1500 morti al giorno di tutti i casi, circa 35 persone su 100mila muoiono di trombo-embolismo, è la terza causa di morte della cardiopatia. L’informazione in questo caso è stata sbagliata. Poi è normale che quando un farmaco è approvato e dato alla popolazione viene seguito per anni, si chiama farmacovigilanza”.

Proseguendo nel suo intervento, il Professore ha chiarito anche come il vaccino proteggerebbe dagli effetti a lungo termine del coronavirus, affermando: “Negli Usa è stato appena pubblicato un articolo che dimostra che il vaccino non solo ci protegge dalla malattia, dall’infezione e della trasmissibilità, ma addirittura dagli effetti a lungo termine della malattia, il cosiddetto long covid. In alcuni casi infatti i malati di covid che guariscono per molto tempo si portano dietro gli effetti della malattia, sintomi come mal di testa, spossatezza, mialgie. Lo studio ha dimostrato che chi ha avuto questa sindrome post covid e si è vaccinato ha la metà dei sintomi rispetto a chi ha la sindrome e non si è vaccinato”.