Vaticano dice no alle benedizioni per le coppie gay ma specifica: “non intende essere un’ingiusta discriminazione”

“Non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso”.

Ad affermarlo è stata, come riporta ANSA, la Congregazione della Dottrina della Fede che rispondendo ad una domanda sul tema ha di fatto chiuso nuovamente la porta alla possibilità che le unioni civili tra persone dello stesso potessero essere riconosciute anche dalla Chiesa.

Tali affermazioni, che sarebbero state avvallate anche da Papa Francesco, arrivano a pochi mesi dalle dichiarazioni dello stesso pontefice che, all’interno di un intervista rilasciata per un documentario, si era esposto favorevolmente alla possibilità che le coppie omosessuali potessero avere gli stessi diritti legislativi di quelle eterosessuali.

Lo stesso Papa Francesco, all’interno del documentario, aveva affermato: “Gli omosessuali hanno diritto ad essere parte della famiglia. Sono figli di Dio e hanno il diritto ad una famiglia. Nessuno dovrebbe essere respinto, o emarginato a causa di questo. Quello che dobbiamo fare e una legge per le unioni civili. In questo modo sono garantiti”.

Se da un lato attraverso tali dichiarazioni vi era stata un’apertura da parte della Chiesa al riconoscimento delle coppie omosessuali, oggi con le parole della Congregazione della Dottrina della Fede è stato specificato come, nonostante si stiano diffondendo proposte di benedizioni per coppie dello stesso sesso e come tali proposte siano spesso motivate “da una sincera volontà di accoglienza e di accompagnamento delle persone omosessuali”, non sia possibile impartire alcuna benedizione.

Tale rifiuto non vorrebbe però essere discriminatorio, è stato chiarito infatti come una benedizione a coppie dello stesso sesso sarebbe illecita non per una questione discriminatoria ma perchè atta a “richiamare la verità del rito liturgico e di quanto corrisponde profondamente all’essenza dei sacramentali, così come la Chiesa li intende”.

Nonostante questo rifiuto però, la Congregazione ha mantenuto uno spiraglio aperto alle persone omosessuali, specificando come come nulla vieti che vengano benedette singole persone, anche omosessuali, purché “manifestino la volontà di vivere in fedelità ai disegni rivelati di Dio”.