Scuola, SINOD: “Si inizi a lavorare per il prossimo anno scolastico senza perdere tempo prezioso”

Condivido quanto affermato dal Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, riguardo al ritorno alla scuola in presenza, sostenendo che la questione non è quella di prolungare le lezioni fino alla fine di giugno, perché anche io ritengo che il problema degli apprendimenti non si risolve negli ultimi venti giorni di giugno, ma si debba invece già pensare di concentrare l’attenzione sul fatto che bisogna iniziare fin da subito a lavorare in vista del prossimo anno scolastico, aumentando la qualità dell’offerta didattica“. A sostenerlo è il presidente del Sindacato Nazionale Orizzonte Docenti (SINOD), Antonino Ballarino, salutando positivamente l’auspicio del Ministro all’Istruzione di poter avere e poter contare su adeguate risorse per realizzare interventi sostanziali al fine di garantire un ponte in vista del prossimo anno scolastico.

Nel frattempo – aggiunge il presidente nazionale di Orizzonte Docentisi è tornati alla Didattica a distanza, ma ancora oggi molti ragazzi disegnano un quadro non proprio esaltante della Dad. Per non parlare dei tantissimi scolari che dovranno riprendere confidenza con la Dad e mi riferisco ai piccoli che frequentano le scuole dell’infanzia e quelle primarie, per i quali le lezioni online hanno funzionato certamente poco. E poi diciamolo chiaramente: per i giovani studenti la scuola a distanza non è ancora percepita come una modalità di apprendimento vera e propria. Basta osservare quello che è il loro comportamento davanti allo schermo che non è proprio pieno di impegno e di attenzione“.

Per non parlare – sottolinea in conclusione il presidente nazionale di Orizzonte Docenti, Antonino Ballarinodella prova di maturità che quest’anno potrà essere effettuata in presenza, con un maxi-orale in presenza, senza seconda prova scritta sostituita da un elaborato sulle materie d’indirizzo, di fronte a una commissione tutta interna eccezion fatta per il presidente, che partirà da un elaborato sulle materie d’indirizzo preparato dal candidato, con un punteggio che valorizzerà più il rendimento scolastico che il colloquio finale. E mi pare che almeno su questo si sia sulla strada giusta. Speriamo anche per il resto“.