Covid. No a zone gialle fino al 30 aprile ma riapre la scuola “fino alla prima media”

Mario Draghi

Si è conclusa da poco la cabina di regia con la quale Mario Draghi e i suoi ministri hanno fatto il punto della situazione sull’andamento epidemiologico italiano e sulle misure da intraprendere in vista del nuovo decreto Covid.

Dalla riunione è emerso come, fino al prossimo 30 aprile, saranno confermate le misure in vigore attualmente che prevedono nessuna zona gialla e l’Italia intera divisa tra rosso e arancione, scartando quindi l’ipotesi che vi potessero essere alcune zone “giallo rafforzato”. L’unica eccezione dovrebbe riguardare le scuole, con il Governo che avrebbe deciso di aprire alle lezioni in presenza fino alla prima media anche in zona rossa.

Per spiegare alla popolazione il contenuto dell’ultima cabina di regia del Governo, è intervenuto direttamente il Premier Mario Draghi, che durante la conferenza stampa ha confermato, dopo Pasqua, la riapertura delle scuole fino alla prima media, affermando come il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, sia al lavoro per far si che tale riapertura possa avvenire in maniera quanto più possibile ordinata.

Sulla riapertura della scuola, il Presidente del Consiglio ha poi chiarito come il Governo avesse sempre specificato che, qualora ve ne fosse stata la possibilità, le scuole avrebbero riaperto in presenza fino alla prima media. Chiarendo poi, come il comparto scolastico sia “un punto di contagio limitato” solo grazie alle altre restrizioni e come ad aumentare i contagi sia tutto l’indotto accessorio alla scuola e come, in alcuni e limitati casi, saranno possibili test rapidi direttamente sugli studenti.

Proseguendo nella conferenza stampa, il Premier ha poi toccato anche il delicato tema dei vaccini, affermando: “Noi per primi abbiamo proposto il tema delle restrizioni all’export di vaccini nei Paesi extra-Ue. Ora purtroppo è un tema all’attenzione di tutti. Mi riservo di esaminare la parte giuridica degli ultimi contratti. Confermo quanto detto: c’è in gioco la salute, la vita e la morte, bisogna cercare il coordinamento europeo e se non si vede la soluzione bisogna cercare altre strade. Io però starei attento a fare certi contratti”, aggiungendo poi come il Governo interverrà con un provvedimento per tutti gli operatori sanitari, a contatto con i malati, che non sono vaccinati.

Sempre sulla questione delle esportazioni dei vaccini, Mario Draghi ha poi aggiunto: “Il criterio enunciato dalla commissione è in parte una modifica del criterio precedente. Prima l’unico requisito per lo stop all’export di un certo vaccino era il non rispetto del contratto da parte di una società. Ieri la commissione ha allargato il criterio introducendo le parole proporzionalità e reciprocità. Conta anche cosa fa il Paese verso cui un vaccino è diretto, ovvero se consente o meno le esportazioni. La proporzionalità e un criterio più sottile, riguarda la spedizione di vaccini verso un Paese che ha una percentuale già alta di vaccinati.

In un altro passo particolarmente rilevante del suo intervento, il Premier ha invitato le Regioni a lavorare uniti per riuscire a superare questo difficile momento, spiegando come sia importante proseguire con le vaccinazioni delle categorie più fragili e poi proseguire per ordine di età, secondo un criterio che deve essere prioritario. Così da evitare che si possano vedere categorie, senza i requisiti, vaccinate prima di chi invece ne ha più bisogno.

Infine, sulle chiusure, argomento che nelle ultime settimane ha infiammato l’opinione pubblica italiana, Mario Draghi ha asserito: “Le chiusure sono pensabili o impensabili solo in base ai dati che vediamo sui contagi. Le misure hanno dimostrato nel corso di un anno e mezzo di non essere campate per arie. E’ desiderabile riaprire, la decisione se farlo o meno dipende dai dati”.