In attesa del Cdm, Salvini: “Se ad aprile i dati porteranno una regione in zona gialla, lì si apre”

“Sulle aperture noi sosteniamo la linea Draghi: quindi se i dati scientifici portano in zona rossa, si chiude. Se ad aprile i dati portano una regione in zona gialla lì si apre”.

E’ iniziato così l’intervento con il quale, il leader della Lega Matteo Salvini, è intervenuto per fornire il proprio punto di vista in merito ai decreti che saranno oggetto di discussione al prossimo Consiglio dei Ministri previsto per il pomeriggio odierno.

Nel pomeriggio infatti dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri il tanto atteso decreto che dovrebbe regolare le prossime mosse dell’Italia. Stando alle prime indiscrezioni, come riporta ANSA, non vi sarebbe ancora completa unità d’intenti soprattutto sul tema delle riaperture.

Il Centrodestra starebbe infatti spingendo per un meccanismo che consenta, qualora ve ne fossero le condizioni, di riaprire le attività, manovra che però non avrebbe trovato il favore dei Ministri di PD, M5S e LeU più propensi verso una linea di maggior prudenza che non “illuda” la cittadinanza.

Tra le altre norme che dovrebbero essere ufficializzate con il CdM di questo pomeriggio, spiccano: l’obbligo di vaccinazione per tutto il personale sanitario (pena la sospensione dello stipendio sino a immunizzazione di massa raggiunta o al calo sensibile della diffusione del Covid-19 sul suolo italiano), lo stop fino a fine aprile delle zone gialle (con le Regioni che potranno essere o rosse o arancio) e la riapertura delle scuole (in zona rossa sino alla prima media, in quella arancio sino alla terza media con gli studenti delle superiori in presenza al 50%).

Sebbene queste misure siano ancora oggetto di discussioni interne al Governo, si discute sulla possibilità di riaprire prima dello scadere del decreto nelle zone che lo consentissero, le prime indiscrezioni parlano di una “fumata bianca” che dovrebbe arrivare proprio a ridosso del Consiglio dei Ministri.

Date queste premesse, Matteo Salvini nel suo intervento ha sottolineato ancora: “Non ci possono essere i dati scientifici e a senso unico: quando va male scatta, sennò aspetti. E’ inaccettabile”, invitando il Consiglio dei Ministri a prendere atto “di quello che la scienza dice”.

Concludendo il suo intervento, il leader della Lega ha poi assicurato di essere pronto a confrontarsi con il Ministro Speranza per far si che, nelle zone dove vi saranno pochi contagi, si possa riaprire prima di quanto previsto in tutta sicurezza.