Spionaggio. Arrestato militare italiano per aver ceduto documenti classificati ad ufficiale russo

photocredit: Facebook carabinieri italia

La notizia del giorno è senza dubbio quella relativa all’arresto dell’Ufficiale della Marina Militare italiana, da parte dei Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS), con l’accusa di “gravi reati attinenti allo spionaggio e alla sicurezza dello Stato”.

L’Ufficiale italiano era stato fermato ieri sera insieme ad un Ufficiale delle Forze Armate russe di stanza a Roma, durante un incontro nel quale il primo avrebbe dovuto cedere documenti classificati, in cambio di denaro, al secondo. Le prime indiscrezioni rivelano come i documenti in questione fossero relativi ai sistemi di telecomunicazione militare e come, l’ufficiale russo, era pronto a pagarli 5000 euro.

L’arresto del militare italiano, un capitano di fregata della Marina Militare, è rientrato all’interno di una più ampia operazione del ROS che durava già da qualche mese ed è arrivato solo nel momento in cui è stato certa la cessione dei documenti in cambio di denaro, con i 5000 euro che sono stati immediatamente sequestrati dai Carabinieri. A seguito delle perquisizione seguite all’arresto sarebbe stato anche accertato, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, come il militare italiano, in passato, aveva già ceduto, oltre a documenti italiani, anche materiale top secret della Nato.

Se per l’Ufficiale italiano è scattato l’arresto, per quello russo (insieme al suo diretto superiore) invece è stata disposta l’espulsione dal Ministero degli Esteri italiano dato che, per il loro ruolo di diplomatici, non potevano essere arrestati e la convocazione ufficiale dell’ambasciatore russo alla Farnesina. Contestualmente la Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulla vicenda, con le ipotesi di reato: “Rivelazione di segreti militari a scopo di spionaggio e Procacciamento di notizie segrete a scopo di spionaggio”.

Il Ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha voluto commentare attraverso un post su Facebook, affermando: “In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’ambasciatore russo in Italia, abbiamo trasmesso a quest’ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l’immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda. Ringrazio la nostra intelligence e tutti gli apparati dello Stato che ogni giorno lavorano per la sicurezza del nostro Paese”.

Non si è fatta attendere la replica dell’omologo russo, Sergej Lavrov, che intervistato da ANSA, ha replicato: “Ci dispiace per l’espulsione da Roma di due dipendenti dell’ambasciata russa. Stiamo approfondendo le circostanze di questa decisione. Faremo un ulteriore annuncio sui nostri possibili passi in relazione a questa misura, che non corrisponde al livello delle relazioni bilaterali“.

Sempre dalla Russia hanno fatto sapere come a questa azione ne corrisponderà una eguale da parte loro, con il Presidente della Commissione DUMA per gli Affari Internazionali, Leonid Slutsky, che ha affermato come la decisione presa dall’Italia sia infondata e minerà le relazioni fra Italia e Russia. Con lo stesso Slutsky che ha concluso: “La spiomania è arrivata anche in Italia. L’espulsione dei diplomatici è un passo estremo. Sono sicuro che per questo non vi erano ragioni così forti”.