Draghi cambia passo e sbarca sui social

Il cambio di passo è finalmente arrivato. In ritardo, ma meglio tardi che mai: Sua Divinità sbarcherà sui social. E i provvedimenti? Il rilancio? Le riaperture? I vaccini? Per quello c’è tempo. Non si può far tutto e subito. Roma non è stata costruita in un giorno ed anche il Padreterno – quello che siede alla destra di Sua Divinità – dopo 6 giorni ha dovuto riposarsi. Draghi si sta riposando da un paio di mesi, prima o poi ricostruirà l’Italia. Nel frattempo si costruisce un’immagine. Social. Perché il consenso sta crollando.

Quanto ai provvedimenti strategici, la linea l’ha dettata Giggino. Che, totalmente ignorato come ministro degli Esteri (baciare la pantofola ad ogni americano non significa fare il ministro), si è riciclato come esperto di economia e politica interna. Spiegando agli operatori turistici, ai ristoratori, agli albergatori, ai titolari delle palestre che, se stanno buoni e non fanno casino, i politici saranno pronti ad ascoltarli. Solo ad ascoltarli, sia chiaro. Nessuna riapertura e nessun indennizzo. Però il governo dei Migliori è così tollerante da mandare un funzionario ad ascoltare.

Sono grandi esempi di cambio di passo. Come quelli offerti da Speranza e dalla banda degli esperti a gettone. Sì, quelli così esperti da vietare Astrazeneca agli anziani, poi da concedere il vaccino inglese a giovani e meno anziani, poi da vietarlo ai giovani e riservarlo agli ultrasessantacinquenni. Perché tanto son vecchi e se provoca una trombosi, pazienza.

Ecco, questi sono gli scienziati di cui bisognerebbe fidarsi. Quelli che stanno ancora discutendo, tra una trasmissione tv ed un tramezzino, se i test salivari sono attendibili. In fondo sono solo 4/5 mesi che ne discutono. Sono cambiati i ripieni dei panini ma loro chiacchierano e chiacchierano. Discutono anche sul vaccino russo, e sarà perché parlano tanto che non hanno tempo di accorgersi che funziona in 50 Paesi, da San Marino all’Ungheria. Ma in Italia si deve tenere tutto chiuso pur di non utilizzarlo. 

Sarà perché parlano tanto che non si sono accorti delle centinaia di morti quotidiani e neppure del milione di posti di lavoro distrutti dalla loro incapacità. Ma loro, Speranza e gli esperti a gettone, devono parlare con le conduttrici ed i conduttori televisivi. Mica han tempo per ascoltare l’Istat. 

E sì, l’Italia ha davvero cambiato passo..