Furbetti del vaccino: in Trentino la percentuale più bassa

In questi giorni Apss ha riesaminato il livello di appropriatezza con cui sono state utilizzate le dosi di vaccino a disposizione fin dall’inizio della campagna vaccinale. Le analisi interne hanno esaminato i dati relativi a 3.071 vaccinazioni estratte a campione, rilevando tassi di coerenza con l’atteso pressoché del 100%.

Oltre alle analisi interne esistono rilevazioni compiute a livello nazionale, in cui vengono comparate le performance di tutte le Regioni e Provincie autonome. Tra queste vi è l’ultimo rapporto prodotto dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e Agenas «Monitoraggio piano vaccini anti-covid19».

Dalla rilevazione risultano alcune performance che pongono la nostra provincia ai massimi livelli in Italia tra cui: la percentuale di popolazione over80 vaccinata in Trentino con una dose è la più alta in Italia, la percentuale di popolazione over80 che ha completato il ciclo vaccinale in Trentino è la seconda più alta in Italia, la percentuale di popolazione tra i 70 e i 79 anni vaccinata con due dosi è la più alta in Italia e da ultimo la percentuale di ospiti Rsa vaccinati con due dosi è la seconda più alta in Italia.

Una recente analisi effettuata su dati del Commissario per l’emergenza covid19, pubblicata su “Il Giorno”, ha mostrato che in Trentino la percentuale di dosi somministrate a persone fuori lista sul totale delle dosi somministrate è la seconda più bassa in Italia.

Secondo il direttore generale, Pier Paolo Benetollo «Questi dati, rilevati da autorevoli soggetti terzi, dimostrano la correttezza con cui è stata finora condotta la campagna vaccinale – come è proprio della cultura profondamente radicata nella popolazione di questa Provincia. I risultati si sono già visti nell’importante calo dei decessi e, fin dalle prossime settimane, man mano che la copertura si estenderà agli altri soggetti anziani e alle persone vulnerabili, ciò comporterà una riduzione dei ricoveri in terapia intensiva, consentendo a tutti di tornare ad una vita “normale”. È indispensabile tener duro ancora qualche settimana, soprattutto con grande attenzione ai contagi all’interno delle case e nelle riunioni fra famiglie».(rc)

Nel frattempo è terminato il lavoro della commissione d’indagine interna istituita dal direttore generale in seguito al rilievo di una vaccinazione effettuata ad una familiare del direttore per l’integrazione socio sanitaria.

La commissione ha sentito complessivamente 33 persone, effettuato 4 sopralluoghi presso altrettanti centri vaccinali, esaminato i dati relativi a 3.071 vaccinazioni estratte a campione.

Rispetto alla gestione complessiva delle sedute vaccinali, è emerso che la campagna si sta svolgendo nel rispetto delle indicazioni dell’Istituto superiore di sanità e del Ministero della salute. La commissione ha selezionato a campione quattro sedi vaccinali: dalle verifiche effettuate, la gestione delle liste si è dimostrata omogenea e coerente e non sono state evidenziate criticità.

Dagli atti della commissione di indagine è emerso altresì che, rispetto ai fatti accaduti lo scorso 5 gennaio, il comportamento del direttore per l’integrazione socio sanitaria costituisce un errore che ha inciso negativamente sull’immagine di Apss sotto il profilo dell’integrità e della trasparenza.

Nel dettaglio, è emerso nelle varie audizioni che il 5 gennaio vi fu una seduta per una trasmissione televisiva con finalità di promozione e sensibilizzazione, organizzata senza preavviso la sera del giorno prima ricercando volontari; infatti, in quel particolare momento all’inizio della campagna vaccinale, vi era un diffuso timore nei confronti del vaccino. In tale contesto, quel giorno è stato vaccinato personale della Centrale covid e del Dipartimento di prevenzione; la familiare del direttore per l’integrazione socio sanitaria è stata l’unica persona non appartenente al personale Apss a ricevere il vaccino.

A seguito dell’accettazione delle dimissioni dall’incarico di direttore per l’Integrazione socio sanitaria, al dottor Enrico Nava, che è medico di ruolo in Apss, è stato assegnato un diverso incarico, concernente il supporto clinico-organizzativo e di sanità pubblica alle Rsa. Il direttore generale ha poi disposto l’invio del materiale raccolto all’Ufficio procedimenti disciplinari per le valutazioni di competenza.

Il responsabile del Servizio territoriale dell’Apss, dottor Arrigo Andrenacci, ricoprirà ora anche il ruolo di direttore facente funzioni dell’Integrazione socio sanitaria.