Preti sposati: non sono traditori


Un sacerdote lascia ‘per amore’, un padre di famiglia “lascia” perché si è innamorato di un’altra donna. Come valutare l’amore fondato su una promessa sacramentale e quello che arriva dopo e lo sostituisce? Una domanda al teologo don Andrea Bozzolo che crea confusione. La dispensa dal celibato non riduce a stato clericale. Sacerdoti sposati sono pronti a rientrare in servizio con cambio normativa canonica.

I preti sposati non possono essere equiparati a un marito che si innamora di un’altra donna. Preti sposati sono “sacerdoti per sempre” . Amore a Dio e amore ad una donna sono conciliabili. “Non siamo traditori”

Per il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati sono tesi teologiche non corrette che travisano la normativa canonica vigente e gli interventi recenti della Congregazione del Clero sulla dispensa dal celibato che non cancella l’Ordinazione Sacerdotale validamente ricevuta  (leggi articolo qui; ndr). “Come sacerdoti sposati  auspichiamo un intervento del Papa e della Congregazione del Clero chiarificatore sulla dispensa dal celibato dopo il caso do don Riccardo Ceccobelli”

Luciano Moia Mimmo Miolo da Avvenire scrivono:

Poteva diventare la classica notizia da trattare con silenzi imbarazzanti e paroline spifferate a mezza bocca. «Hai visto che? Ma non mi dire?»… Invece per annunciare che don Riccardo Ceccobelli, innamorato di Laura, una catechista della parrocchia, avrebbe chiesto la dispensa al Papa per lasciare lo stato clericale, il vescovo di Orvieto-Todi, Gualtiero Sigismondi, ha voluto essere presente domenica scorsa nella chiesa di Massa Martana (provincia di Perugia). E, accanto al suo sacerdote in crisi, ha dato l’annuncio ai parrocchiani. Nessun commento, soprattutto preghiere per accompagnare quella svolta certamente costata mesi di riflessioni e di sofferenze al prete e alla ragazza.

Nei giorni successivi però, per far cessare il clamore dei pettegolezzi, argomento invitante per il popolo dei social che non ci pensa un secondo a smettere i panni del virologo per indossare quelli del pastoralista o del teologo morale, nella ferma convinzione di aver già capito tutto, il vescovo ha preferito affidare a un comunicato meglio dettagliato il senso della vicenda. «La Chiesa – si legge nella nota della Curia – chiede ai preti di vivere il celibato con maturità, letizia e dedizione, quale testimonianza del primato del Regno di Dio e, soprattutto, come segno e condizione di una vita pienamente donata: senza misura.

Si diventa preti dopo almeno sette anni di discernimento e, attualmente, sempre più in età adulta, quando si ha maggiore coscienza e capacità di fare scelte definitive. Una delle affermazioni che, in questa circostanza, va per la maggiore – prosegue la Curia – è la seguente: “Al cuore non si comanda”. Tale opinione è indice di quanto, in un tempo segnato dal relativismo, la ragione sia sottoposta al dominio del sentimento. Si è parlato di eroismo davanti ad un prete che decide di mollare tutto perché si è innamorato di una ragazza; certamente occorre rispetto per la libertà di chi, pur avendo promesso solennemente di consacrare tutto se stesso a Cristo Gesù per il servizio alla Chiesa, non ce la fa, ma parlare di eroismo risulta davvero fuori luogo.

Gli eroi sono quelli che rimangono in trincea anche quando infuria la battaglia, come, ad esempio, i mariti e le mogli o i padri e le madri che non mollano nei momenti di difficoltà, perché si sono presi un impegno e l’amore li inchioda anche nel tempo in cui i sentimenti sembrano vacillare; come i sacerdoti che, senza limiti di disponibilità e con cuore libero e ardente, vivono la fedeltà di una dedizione totale».

Tutto chiaro, sembrerebbe. Grande comprensione umana per la scelta di don Riccardo, insieme però alla volontà di ribadire il senso di concetti come libertà, promessa, fedeltà, impegno, sacrificio. Altrimenti, fa capire Sigismondi, tutte le scelte finiscono per essere poste sullo stesso piano e tutto si confonde in un profilo indifferenziato che spegne la qualità dei diversi valori in campo. Può capitare che un sacerdote, come un marito, una moglie vengano meno alla promessa sacramentale. Una decisione che ha sempre e comunque pesanti costi umani e spirituali. La Chiesa comprende e nuovamente accoglie, ma riflettere e discernere è il minimo che si possa chiedere.

Il vero significato dei legami, il senso di una promessa «per sempre», l’amore maturo al di là delle emozioni. Ne parliamo con il salesiano don Andrea Bozzolo, docente di teologia alla Pontificia Facoltà teologica dell’Italia settentrionale e al Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II”.

Un sacerdote lascia ‘per amore’, un padre di famiglia “lascia” perché si è innamorato di un’altra donna. Come valutare l’amore fondato su una promessa sacramentale e quello che arriva dopo e lo sostituisce?

Questa domanda tocca uno dei nodi più delicati della cultura affettiva di oggi. I cambiamenti in cui siamo immersi hanno favorito un approccio all’esperienza familiare che valorizza la qualità soggettiva dei legami che vi si vivono, e non solo i vincoli che ne definiscono l’assetto istituzionale. Insieme a questa maturazione della sensibilità comune, bisogna però registrare un orientamento che porta in sé una grande ambiguità: la dimensione affettiva tende ad essere pensata come una sorta di energia cieca in cerca di appagamento, un moto incontenibile che si impone con valore assoluto e che non può essere in alcun modo sottoposto a giudizio. Per questo quando si parla di “amore” si fatica a intenderlo come una “storia” che si dispiega nella fedeltà; esso pare assai più come un “sentimento” a cui piegarsi. E così paradossalmente la fedeltà al proprio sentire finisce per sostituire la fedeltà all’altro: l’affetto anziché aprire alla relazione, si rinchiude sulla percezione immediata di sé. Alla domanda che lei mi fa, la risposta più diffusa è: “Se a lui/lei va bene così… allora è giusto così”. Sembra una risposta molto benevola e tollerante, ma in realtà è una risposta drammatica.

Il Movimento dei sacerdoti sposati si auspica un intervento del Papa e della Congregazione del Clero chiarificatore sulla dispensa dal celibato dopo il caso do don Riccardo Ceccobelli

Foto da EconomicsTimes about Robot Priest in German Church.